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Intervista ai Misfits

In occasione del passaggio dei Misfits in Italia nel febbraio del 2004 abbiamo approfittato per ricordare i tempi andati con Dez Cadena, storico membro di varie band in passato (tra cui i Black Flag), ed ora anche dei Misfits in questa loro incarnazione da "all-star" band (lui ed a Jerry Only sono infatti accompagnati da Marky Ramone degli indimenticati Ramones).

Febbraio 2004

Ricordi la tua prima volta in Italia?
Sì, a Milano, ero con i Black Flag al tempo. Ne stavo parlando proprio prima con Sandro, il promoter di questo tour, mentre venivo qui al locale...

Che anno era?
Se ricordo bene, doveva essere il 1981... O il 1982?

Eri tu il cantante o era già Henry Rollins?
No, Henry era il cantante... Credo che fosse il 1982, perché la prima volta che siamo venuti in Europa siamo stati solo in Inghilterra, e la seconda volta abbiamo suonato anche in altri paesi europei... Sì, doveva essere il 1982, di primavera o estate, e quella di Milano era la nostra unica data in Italia. Credo che in giro ci sia anche una cassetta, un bootleg, di quel concerto... E se cerco bene nella mia collezione dovrei averla anch'io... Mi ricordo che un paio di anni fa un ragazzo mi diede una registrazione di quel concerto... Ho tante di quelle cassette a casa! Comunque, il concerto fu bello, ma l'esperienza in Italia fu una cosa più che altro da raccontare... E' una storia lunga, ma cercherò di essere breve: mi ricordo che c'era un blocco al confine con l'Italia (noi arrivavamo dalla Francia), c'era una fila assurda, ci saranno stati 5-10 miglia di camion parcheggiati al bordo della strada. Una cosa mai vista. Arrivati alla frontiera gli ufficiali italiani ci fecero un controllo, e ci fecero entrare nei loro uffici alla dogana. Fu divertente perché... Era tardi, sarà stata l'una di notte, e all'interno c'era questo ufficiale seduto con i piedi sulla scrivania che si guardava un giornale porno: donne con delle tette così in copertina... Tutti si comportavano come se avessero bevuto del vino, come se fossero ubriachi. Comunque ci fecero mettere le custodie dei nostri strumenti sul tavolo, e le controllarono. Avevano anche dei cani con loro... Va beh, comunque alla fine uno chiese: "Chi è il chitarrista?". E io risposi: "Io sono uno dei chitarristi...". E il tipo mi disse allora: "Suona "Smoke On The Water"!". Perciò io mi grattai la testa e cercai di ricordarmi come faceva... Alla fine riuscii a suonarla, e il tipo mi disse: "Ok, adesso potete andare". E insomma per questo rimanemmo fermi alla frontiera per 1-2 ore, credo solo perché noi eravamo americani e loro erano annoiati e si volevano divertire con degli americani... Poi alla fine comunque riuscimmo ad arrivare all'hotel, ma ora non ricordo il nome del locale in cui dovevamo suonare, era un locale a Milano, si chiamava forse "Galaxy"... O qualcosa che aveva a che fare con lo spazio... E mi ricordo che lo staff del locale stava litigando per la strada con i ragazzi che volevano entrare a causa del prezzo del biglietto: "No, noi vogliamo pagare 5.000 lire, non 10.000!" e credo che al tempo 10.000 lire fossero 8 o 9 dollari, forse meno, ma comunque nel 1982 erano un bel po' di soldi. E alla fine comunque riuscirono a mettersi d'accordo in qualche modo... Mi ricordo anche che appena i Minutemen, loro erano in tour con noi, scesero dal palco e noi salimmo, la gente iniziò a dire "Dez Cadena sembra Gesù Cristo", perché avevo i capelli lunghi. Ricordo anche un buttafuori del locale, che era immenso, veramente ciccione, ed indossava una t-shirt con una croce, un cappellino e fumava di continuo... Va beh, comunque quest'uomo enorme prendeva i ragazzi che salivano sulla stage e li lanciava da ogni parte, li faceva letteralmente volare. Alla fine del concerto una trentina di ragazzi ci avvicinarono e uno iniziò a dire che ci avrebbe portato da sua mamma che ci avrebbe cucinato gli spaghetti: noi rispondemmo che andava bene, ma allora un altro ragazzo s'intromise dicendo "No no no no! Io vi porto da mia mamma che vi cucina gli spaghetti", e poi di seguito un altro ancora e così via, tutti volevano portarci a casa loro dalle loro madri per farci cucinare gli spaghetti! E poi iniziarono a picchiarsi! A scazzottare! E allora noi dicemmo che non potevamo andare a casa di nessuno, perché dovevamo partire per la data successiva, in Germania mi sembra. Questo credo che sia quasi tutto ciò che mi ricordo della mia prima esperienza in Italia: tutto questo è successo in 24 ore, è stato divertente, ed ogni volta da allora sono felice di poterci tornare. L'altra sera, a Segogno? Sergogno? Vicino a Bergamo... E' una cittadina molto vicina a Bergamo...

Seregno forse?
Seregno, sì. L'altra sera abbiamo suonato lì, e dopo il concerto di solito scendiamo dal palco per firmare gli autografi, ma lì ce ne siamo dovuti andare perché i ragazzi, non è che stavano cercando di farci del male, però erano molto agitati, euforici, e dopo il concerto abbiamo potuto solo salutare ed andarcene... C'era molta gente, da 800 a 1.000 persone... E' così, in ogni posto che vai in Italia trovi sempre qualcosa di nuovo, come anche in America d'altronde: a volte suoni dei bei concerti, a volte suoni dei bei concerti ma succede qualcosa... E' così un po' in tutto il mondo.

Adesso parliamo un po' dei Misfits, che sono la tua band ora... Ti ricordi la prima volta che hai sentito nominare una band di nome Misfits?
Sì, credo di sì. Mi sembra dopo che Henry Rollins fosse nella band (nei Black Flag), perché è lui veniva dalla East Coast e pertanto conosceva di più la scena, i gruppi di quelle parti. Noi in California conoscevamo più che altro i gruppi dalla nostra parte, della Weast Coast... E Henry aveva una di queste cassette dei Misfits, quando ancora c'era Bobby Steele nei Misfits credo. E comunque fu nello stesso periodo più o meno in cui conoscemmo Doyle e Jerry, di persona.

E preferisci i primi Misfits, quelli con Glenn Danzig, o quelli della nuova incarnazione, dal '95 in poi?
Mmmm... I Misfits "di mezzo", quelli degli anni '90, non li conosco molto bene musicalmente, però i Misfits "originali" rimangono sempre i Misfits "originali"... Ricordo quando suonavamo insieme, sono miei amici da tanto tempo... Marky Ramone lo conosco da tre anni invece, ma è come se lo conoscessi da una vita. Con questi ragazzi mi diverto, anche perché posso suonare canzoni dei Ramones, ed anche mie vecchie canzoni dei Black Flag... Però i primi Misfits erano unici, io adoro "Walk Among Us"...



a cura di Giamma