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Intervista ai Manges

I Manges sono un gruppo dalle strette attitudini punk rock, un gruppo fortemente legato ai Ramones, e con le stesse peculiarità il loro leader Andrea ha risposto alle nostre domande, in modo essenziale e diretto. Andrea ci ha esposto la sua opinione sulla situazione dell'underground in giro per il mondo, sul tramonto di un'etichetta storica come la Lookout! e sulla realtà di La Spezia, ovvero una piccola città dove l'iniziativa di pochi basta a garantire l'ascolto di buona musica a tutti i ragazzi, e non, di quel pezzo di Liguria.

Febbraio 2007

Manges è sinonimo di puro punk rock scuola Ramones. Come è stato per voi l'approccio a questo genere di musica e come è nata l'idea di mettere su una band che ne ripercorresse la via?
Quando ci siamo formati avevamo già in mente di provare a seguire le orme dei Ramones. Ad esempio, io non conoscevo gli altri membri del gruppo all`epoca, mi hanno telefonato solo perché mi avevano visto in giro con la maglietta dei Ramones. Manuel (batteria) e Mass (basso) non sapevano che io avessi una chitarra e che fossi un principiante proprio come loro. Abbiamo iniziato come tanti altri gruppi, ma siamo rimasti fedeli a ciò che abbiamo sognato e progettato all`inizio.

In Italia siete seguiti, ma probabilmente siete molto più apprezzati e conosciuti all'estero. E' difficile in Italia riuscire a ritagliarsi uno spazio suonando il vostro genere di musica?
In realtà è difficile anche all`estero, ma abbiamo trovato la nostra dimensione e grazie al sudore e ai tanti chilometri oggi non ci possiamo lamentare. Ovviamente ritagliarsi uno spazio sui media è veramente difficile, ma la cosa ci interessa relativamente.

Recentemente avete anche vinto il premio al MEI come miglior album punk 2006. Quali sono i vostri pensieri ed emozioni al riguardo? E' un premio che vi fa onore o non credete molto a queste cose simboliche?
Siamo stati felici di ricevere il premio, soprattutto perchè siamo stati votati sul web dai membri di una community e non ci aspettavamo di vincere (in realtà, siamo stati iscritti dalla nostra casa discografica, quindi non eravamo proprio interessati a partecipare). Certamente non crediamo che questo significhi che siamo davvero il miglior gruppo italiano, ma di sicuro siamo felici di vivere un momento molto positivo per il gruppo e anche la breve esibizione al MEI è stata parte di una giornata molto divertente.

In base alla vostra esperienza, in paesi come Stati Uniti, Canada e Giappone c'è un approccio diverso alla musica alternativa, non solo da parte del pubblico ma anche dei locali in cui si suona e dalle etichette? Ad esempio, recentemente avete suonato al LogoLoco a Genova… Non so se ne siete a conoscenza, ma per il concerto era stato pubblicizzato un prezzo d'ingresso di 7,00 €, in realtà poi a tutti ne sono stati fatti pagare 12,00… Insomma, in Italia spesso i locali prima che sostenere la scena pensano a gonfiarsi le tasche fregando bellamente la gente.
Non siamo mai stati in Giappone purtroppo, ma a quanto abbiamo visto girando Stati Uniti ed Europa non crediamo che la situazione sia più facile. Ci sono realtà diverse, ma ad alcuni lati positivi vanne aggiunte ulteriori difficoltà, per cui non ci sembra il caso di lamentarci dell`Italia. Per quanto riguarda il LogoLoco, abbiamo deciso che non ci suoneremo più, e di certo manterremo la nostra parola.

I vostri concerti sono immediati e d'impatto. Quanta soddisfazione vi dà, quando finite di suonare una canzone, urlare "one two three four" e attaccare subito col pezzo successivo?
Eh eh, che dire, ci divertiamo molto! È un po' faticoso suonare un pezzo dopo l'altro senza sosta ma considera anche che i nostri concerti non durano quasi mai più di 45 minuti…

Tornando al concerto del LogoLoco, durante il concerto un ragazzo che stava facendo stage diving è stato scacciato malamente dal locale. Che pensate di episodi come questo?
Penso che i buttafuori non sempre sanno valutare le situazioni correttamente. Rispetto il fatto che siano persone che stanno facendo il proprio lavoro nel miglior modo possibile e non posso prendermela con loro se non hanno esperienza di concerti punk. Di sicuro questa è stata l`ennesima leggerezza da parte del LogoLoco. In quel momento mi sono vergognato molto e ho subito pensato di smettere di suonare. Abbiamo deciso di terminare il concerto anche perché c`era già stato il problema del prezzo del biglietto troppo alto e sarebbe stato ancora più scorretto verso chi aveva pagato lasciare il concerto a metà. Come ho già detto non vogliamo più suonare in quel posto, a meno che la gestione non cambi. Facciamo pochi concerti proprio per avere meno grane possibili e far sì che tutte le nostre serate siano una festa per noi, i nostri amici e tutti i fans dei Ramones.

Che effetto vi ha fatto riuscire a incidere uno split con una band così importante per il genere come i Queers? E com'è nata la collaborazione?
Conoscevamo già i Queers, e Joe King aveva cantato nel nostro album. Ci siamo trovati a Chicago a casa di Vapid (Screeching Weasel) un paio di giorni off prima che loro partissero per il tour europeo e noi per quello americano. Stefan della Stardumb era con noi, è nata l`idea, c`era l`etichetta già pronta, detto e fatto nel giro di qualche mese.

Come avete invece saputo che i mitici Screeching Weasel avevano coverizzato la vostra "Teen Punks In Heat"?
Ben Weasel ci aveva già contattato prima di andare in studio per avere il testo della canzone, il nostro permesso e per spiegarci alcuni dettagli in merito ai diritti. Per cui non è stata una sorpresa... Ma di sicuro quando mi è arrivata la sua lettera eravamo molto felici, perché gli Screeching Weasel sono da sempre uno dei nostri gruppi preferiti.

Quanto ha influito invece la collaborazione con Phillip Hill nel vostro ultimo lavoro?
Phil si era offerto di registrare il nostro album nell'Indiana, al Sonic Iguana, ma dopo aver fatto due conti abbiamo preferito far volare lui in Italia e registrare con più calma e meno spese in uno studio della nostra città. Ovviamente mettendoci nelle sue mani abbiamo lavorato molto bene e siamo davvero contenti del nuovo disco.

A proposito del vostro ultimo album, come mai per titolo è stato scelto "Go Down"?
Perché le canzoni avevano testi più pessimisti e musiche un po' più depresse rispetto a quanto scrivevamo in passato, e non si parlava quasi per niente di amore… Ci sentivamo così, e "Go Down" ci sembrava funzionasse. E' nato dal titolo della cover "When Heroes Go Down", come del resto il primo album "Are Good Enough" nasceva dalla cover "The Goonies Are Good Enough".

Come mai vi è capitato sovente di cambiare etichetta? Siete passati sotto K.O.B., Ammonia, Stardumd, Wynona…
In realtà non è che volevamo cambiare così spesso, anzi, avere tutte le uscite sparse in giro per il mondo ci ha sicuramente incasinato e ha reso i nostri dischi più difficili da trovare. Purtroppo con K.O.B. non siamo andati d`accordo, Stardumb ha ridimensionato le proprie ambizioni, Wynona e Ammonia ci hanno fatto delle buone offerte e trattati bene, ma non abbiamo ancora trovato un'etichetta che possiamo considerare come "casa" per la nostra band. Ci sarebbe piaciuto, ma ormai il problema non si pone perché vendere dischi è impossibile comunque.

Che ne pensate invece della situazione difficile che sta attraversando ora la Lookout! dopo aver vissuto un periodo di sfarzo ad inizio anni '90, quando aveva prodotto gruppi come Queers, Screeching Weasel, Mr. T Experience, Green Day e molti altri? Che ne dite voi che siete alfieri del suono-Lookout!?
La Lookout! ha fatto scappare tutte le buone band che aveva e ha iniziato a produrre dischi che non mi piacciono per niente. E' la loro scelta, hanno avuto un cambio di gestione, hanno cambiato rotta artisticamente e ridotto il loro business. Mi dispiace non poter contare più su di loro per sentire della buona musica, ma è sufficiente seguire altre case, come la Stardumb prima e oggi la Red Scare, la It`s Alive, la Asian Man… Insomma, escono ancora molti buoni gruppi e gli anni ‘90 ormai sono comunque lontani.

Come vi è venuta l'idea di inserire un pezzo (decisamente ad effetto) cantato in italiano all'interno di "My Rifle"? E' riferito a qualche evento politico?
Nessun evento politico, si tratta di una frase "classica" nei tatuaggi dei galeotti. Manuel ce l`ha tatuata, la volevamo usare e pensavamo che stesse meglio in italiano e colpisse di più anche all`estero… Del resto non andiamo in giro a cercare di nascondere la nostra provenienza! La frase è stata inserita in una canzone il cui testo è preso dal film "Full Metal Jacket", e quello sicuramente è un film politico. Mi piace il fatto che ognuno dia la sua personale interpretazione a quelle parole.

Quali sono le band e gli artisti del panorama musicale odierno che oggi seguite con più interesse?
Continuiamo a seguire le band che amiamo da più di dieci anni, quali Hard-Ons, Hanson Brothers, Head, Queers e Lillingtons ad esempio, e molti gruppi nuovi dello stesso genere che facciamo noi. Poi ovviamente ognuno ascolta cose diverse, spaziando tra molti generi.

Voi siete sempre stati fedeli alla linea del circuito indipendente. Che scelte comporta ciò nella vostra vita di band?
Non siamo stati fedeli a nessuna linea, se non quella che abbiamo deciso noi di volta in volta. Questo ci ha portati ad essere molto vicini ai principi di base della musica indipendente, ma non ne abbiamo mai fatto una bandiera.

Cosa pensate invece di gruppi come Blink 182 e Green Day, che hanno spinto molta gente verso il panorama punk rock, ma sono spesso stati accusati di speculare sulla loro appartenenza a questo genere e di guardare solo al business?
A me i Green Day piacciono. Non combatto nessuna battaglia contro il mainstream. Trovo che sia stupido giudicare una band in base al suo successo.

Da una piccola città come La Spezia sono emerse due band di spessore come voi e i Peawees. Cos'ha di così speciale la vostra città?
Di speciale ha che è molto piccola e ci sono due band come noi e i Peawees che siamo un po' conosciuti, e due club, la Skaletta e lo Shake, che hanno il rock`n`roll e il punk a coprire il 90% della programmazione. Recentemente ha aperto anche un centro sociale, per una città di 100.000 abitanti è molto positivo e siamo orgogliosi di aver dato inizio a tutto questo. Non dimentichiamo che a La Spezia ci sono anche gli Evolution So Far, i Fall Out e tante altre ottime formazioni.

Che pensate possa fare una band come la vostra per sostenere il panorama musicale a cui appartenete? E che ruolo può svolgere internet in questa situazione?
Noi diamo il nostro meglio per la nostra band, visto che non abbiamo né management né agenzia di booking, insomma ci sbattiamo in prima persona. Poi con i nostri amici ci sbattiamo localmente per portare avanti la Skaletta, far sentire buona musica ai ragazzi della nostra città e permettere a gruppi italiani e stranieri di suonare a La Spezia. Su internet ci lavoriamo parecchio, ma devo ancora capire quanto il suo influsso sarà positivo e quanto sarà negativo per la scena.

Avete mai pensato di dar vita ad una serie di concerti insieme ad altre band, magari targate Wynona, in giro per l'Italia e l'Europa stile Warped Tour negli Stati Uniti? Pensate sia fattibile un progetto del genere?
Non credo sia fattibile, per ogni grande costo da sostenere ci vuole una risposta di pubblico che le band Wynona, come noi, non potrebbero, al momento, ottenere.

Quando i vostri fans italiani potranno vedervi su un palco nei pressi delle loro città?
Non abbiamo nessun concerto fissato in Italia per adesso, stiamo chiudendo gli accordi per un tour negli Stati Uniti a giugno, teniamo le dita incrociate!



a cura di Fabio Quartino