|
Intervista ai Latte+
Usciti da qualche mese con il loro secondo album "Molotov", i toscani Latte+ sembrano essere molto più arrabbiati di quanto non lo fosser nel primo "Guerriglia Urbana". Abbiamo chiesto al cantante e bassista Chicco
il perché, il quale ci ha parlato anche di come negli ultimi mesi sia finita la loro avventura con la Agitato Records e con due membri fondatori dei Latte+.
Sono passati due anni da "Guerriglia Urbana", e "Molotov" è di certo un disco più di impatto e più rabbioso nelle liriche. Cosa vi ha portato a realizzare un lavoro così?
Intanto grazie per l'intervista. La realizzazione di "Molotov" è nata seguendo il corso naturale degli eventi, non c'è stata nessuna ricerca forzata nel fare un lavoro che fosse diverso dal precedente, abbiamo semplicemente scritto musica che sentivamo nostra in quel momento. Non è neanche un "concept album" come tanti lo hanno definito, o almeno non c'è stata la volontà di farlo, anche se sappiamo bene che la maggior parte dei testi delle canzoni che ne fanno parte sono incentrati sulla guerra e la politica estera degli Stati Uniti. Abbiamo semplicemente scritto canzoni che sentivamo a pelle e trattato argomenti su cui volevamo dire la nostra. Tutto questo fa parte di un contesto particolare, un cerchio che i Latte+ aprirono con "Guerriglia Urbana" e che hanno chiuso con quest'ultimo lavoro.
In questo disco condannate con fermezza la guerra, ma anche il maltrattamento degli animali e le forze dell'ordine principalmente; ci sono altre cose che vi danno fastidio nel mondo attuale di cui magari parlerete nel prossimo album?
Beh, questo è un po' difficile dirlo. Non so di cosa parleranno le canzoni del prossimo disco, ma senza dubbio le tematiche dei nostri testi saranno più introspettive. Un modo per "esorcizzare" tutti i casini avuti nell'ultimo anno all'interno della band. Ovviamente, essendo persone molto istintive, ci saranno di certo altre cose che ci faranno girare le palle su cui sentiremo il bisogno di urlare ciò che pensiamo al riguardo.
Quest'ultimo vostro disco sembra più curato nella parte strumentale, che ci dite a riguardo?
Sì è vero, abbiamo avuto più tempo per curare le parti strumentali e ci siamo preparati meglio. "Guerriglia Urbana" era molto istintivo e inconsapevole, com'è giusto che sia ogni primo album. Con "Molotov" invece ci siamo voluti togliere anche un po' di voglia di suonare e quindi c'è stata maggiore cura negli arrangiamenti e nei suoni.
Oltre a brani di protesta nel disco sono presenti alcuni pezzi più personali. Com'è nata ad esempio "Giornate Perse"?
"Giornate Perse" è una canzone autobiografica. Parla di noi, delle nostre giornate passate tra le menate quotidiane, della gente che ti tira merda ovunque. Spesso non sai come uscirne e ti verrebbe voglia di mandare tutto a cagare e scappare via. Credo che sia una canzone dove qualsiasi ragazzo si possa ritrovare. E' una di quelle in cui mi rispecchio di più di tutto il disco soprattutto perché come sai, i musicisti in Italia sono considerati come dei vagabondi che non fanno un cazzo per la società e spesso si ritrovano a fare conti con il lavoro, con le ragazze e con il loro modo di concepire la vita che è totalmente diverso dal resto delle persone cosiddette "normali".
La canzone "Ti Sei Mai Vista?" è invece dedicata a qualcuna in particolare?
Sì, è stata scritta per una ragazza con cui stavo un po' di tempo fa e che non faceva altro che criticarmi dalla mattina alla sera qualunque cosa facessi. Insopportabile.
Sei l'unico che si occupa del song-writing? Gli altri membri della band si sono mai cimentati nella stesura di testi?
Questi primi due album li ho scritti quasi interamente da solo. Mi ha dato una mano Johnny negli arrangiamenti soprattutto per quanto riguarda le canzoni di "Molotov", ma poi ho fatto quasi tutto io, soprattutto per quanto riguarda i testi. Gli altri ragazzi che facevano parte della band non hanno mai partecipato attivamente. Adesso però le cose sono totalmente cambiate e sicuramente il terzo disco sarà concepito da quattro persone e non da una soltanto, sia nella musica che nei testi.
I vostri fans più fedeli come hanno accolto quest'ultimo disco?
Chi ci segue fin dai tempi di "Guerriglia Urbana" l'ha accolto bene perché si è reso conto che è il naturale seguito del nostro primo album. La critica ha avuto giudizi molto diversi, chi l'ha definito un bel disco chi un disco di merda. In definitiva per noi è stato comunque un passo in avanti perché è un disco più consapevole e lavorarci ci ha senza dubbio maturato come musicisti. E poi sinceramente non pensavo raggiungesse i risultati ottenuti visto che è "nato e cresciuto" in mezzo ad una marea di problemi, anche se non sempre imputabili al gruppo.
Eseguendoli dal vivo secondo voi sono stati apprezzati?
Le nuove canzoni che proponiamo dal vivo sono apprezzate e lo sono state fin dall'inizio. I ragazzi le cantano con noi dalla A alla Z e questo ti fa capire che le sentano a pelle perché gliele vedi cantare con rabbia, proprio come noi le abbiamo concepite. Poi ci sono i pezzi più leggeri dove tutti ballano e si divertono. Anche noi ci divertiamo un sacco nel suonarle e cantarle, ma è naturale visto che sono nuove e siamo più stimolati.
Come va con la Agitato? Ci sono stati dei problemi, tipo scarso appoggio promozionale, vero?
Il nostro rapporto con l'Agitato Records si è chiuso con l'uscita di "Molotov". La situazione che si era venuta a creare ha fatto sì che non ci fossero più i presupposti per continuare a lavorare insieme, ma non sto qui a dilungarmi nei dettagli visto che sono cose personali di cui parleremo in altra sede al momento giusto. E' vero, ci son stati grossi problemi con la promozione del nostro nuovo album, ma noi comunque dobbiamo molto a questa etichetta visto che per prima ha investito e creduto in noi. La fine dei rapporti, qualsiasi essi siano, non è mai una parte piacevole di cui parlare ma abbiamo deciso tutto in modo consensuale ed è stata la scelta migliore per entrambe le parti.
Cosa ha portato invece alla separazione tra i Latte+ ed il chitarrista Orso? E' un taglio definitivo o siete lo stesso rimasti in contatto con lui?
La separazione tra noi e Orso era nell'aria da un po' di tempo in quanto il suo comportamento e le sue ultime scelte non coincidevano più con la musica. Si sa come vanno queste cose, se me lo avessero detto cinque anni fa che un giorno non avremmo più suonato insieme nei Latte+ sarei scoppiato a ridere, ma poi si cresce, si prendono strade diverse che non sempre conciliano l'una con l'altra e a volte tutto questo porta ad una rottura. Abbiamo suonato insieme per più di 10 anni e questo la dice lunga su quanto la decisione di allontanarlo dal gruppo sia stata sofferta, ma purtroppo anche in questo caso non c'erano più le giuste premesse per proseguire. Dopo tutti i casini legati sopratutto all'uscita di "Molotov" le uniche sicurezze che avevamo erano quelle di crederci ancora e di voler dare ancora tutto alla musica ma purtroppo non tutti la pensavamo così e continuando su quella strada avremmo mandato tutto all'aria in breve tempo. Ovviamente l'amicizia ci lega e ci legherà sempre ma è anche vero che adesso ci vediamo decisamente meno. Questa è la vita ragazzi.
C'è stata un po' di confusione sull'altra dipartita importante negli ultimi tempi, quella di Conchieddu. Spiegate bene come si è evoluta la storia della separazione con lui? Prima l'annuncio nel maggio 2004, poi invece ha registrato con voi "Molotov" (almeno così sembra dai crediti scritti sul libretto...) ed anzi è rimasto con voi fino allo scorso febbraio...
Esattamente un anno fa Conchieddu decise, col nostro consenso, di prendersi una pausa e di staccare un po' la spina anche per problemi non strettamente legati al gruppo. Dopo tre o quattro mesi di tira e molla rientrò e visto che anche lui aveva partecipato ad una parte delle registrazioni fu inserito nei crediti del booklet di "Molotov". La sua permanenza però è durata poco visto che a febbraio, dopo soli due concerti del Molotov Tour, ha deciso di lasciare la band in maniera definitiva di sua volontà. Anche la sua scelta è stata dettata dall'impossibilità di dare quello di cui il gruppo aveva bisogno in quel momento. Adesso suona con un altro gruppo locale e via via ci ritroviamo davanti una birra a parlare di musica a serate intere. Siamo sempre molto amici e il fatto di non suonare più assieme non ha cambiato molto il nostro rapporto.
Come è stato l'insediamento nella band di Gigi, il sostituto di Orso?
Assolutamente perfetto! Gigi è ciò di cui i Latte+ avevano e hanno bisogno. Si è integrato con noi alla perfezione, suona alla grande ed ha una passione spropositata per la musica! Chiedere di meglio non si poteva. Arriva dall'hardcore quello nudo e crudo ed ha avuto esperienze totalmente diverse dalle nostre ma questo ci ha senza dubbio arricchiti sotto tutti i punti di vista e lo si è capito e sentito subito. Ha già imparato tutte le canzoni della nuova scaletta in breve tempo, in meno di un mese ha fatto tre concerti insieme a noi andando alla grande e con lui abbiamo già cominciato a scrivere nuove canzoni. Presto ne avrete un assaggio ma è una sorpresa. Il terzo disco dei Latte+ comunque vi lascerà a bocca aperta.
Dal vivo date sempre il vostro meglio, ci sono però stati concerti di cui non siete rimasti soddisfatti? C'è un luogo particolare nel quale ci tenete di più ad esibirvi?
Ci sono decine di concerti che non ci hanno soddisfatto per i più svariati motivi. Un concerto non è fatto solo delle canzoni che proporrai sul palco, ma di mille cose. Il tuo concerto in realtà parte dalla mattina quando ti svegli e parti in viaggio, arrivi al locale, scarichi, monti tutto sul palco, fai il check, mangi, aspetti il momento in cui salirai sul palco e alla fine suoni. Se ci pensi bene per mezz'ora di concerto c'è quasi un giorno intero di lavoro e non sempre va tutto bene durante questo giorno. Ce ne sono tanti di concerti che ricordo con maggior piacere, ma suonare è sempre bello, è la nostra vita. Un piccolo appunto lo faccio sull'ultimo concerto che abbiamo fatto al Villaggio Globale a Roma una decina di giorni fa. Siamo andati alla grande e ci siamo davvero divertiti. Era il primo concerto importante di Gigi con noi ed è stato veramente bello.
Cosa ne pensate del disco delle Cattive Abitudini, ex-Peter Punk?
Ad essere sincero non l'ho ascoltato molto, soltanto qualcosa in qua e in là… In ogni caso auguro tutta la fortuna del mondo a quei ragazzi che nonostante tutto si sono rimessi in discussione ripartendo da zero e solo per questo meritano rispetto. E poi abbiamo sempre una bella amicizia che ci lega e che va al di là della musica. Dal vivo son sempre molto carichi!
Qual è invece la vostra opinione sul download musicale? Se qualcuno si scaricasse dal web il vostro disco invece di comprarlo?
Io sono a favore del download. Non m'importa se i ragazzi scaricano i nostri dischi da internet, anzi so che lo fanno e sinceramente non ho mai avuto problemi al riguardo. Finchè con la musica ci mangeranno i soliti cinque stronzi che impongono prezzi da paura su qualsiasi supporto musicale io sarò a favore. Infatti se vai sul nostro sito c'è una quantità industriale di roba da scaricare. Ho letto su un giornale che Avril Lavigne ha duramente contestato il download… E si parla di una che vende milioni di dischi… Noi che cazzo dovremmo fare allora? Scaricate gente, scaricate.
Attualmente come vedete la scena punk in Italia? Secondo voi quali gruppi sono da considerare leaders in Italia? Avete da suggerirci qualche band ancora non nota ma che merita di essere seguita?
La scena italiana?! Ci sono dei giretti-mafia dove non sempre sei il benvenuto se pesti i piedi a qualcuno, ma dove se hai la fortuna di entrare allora sei considerato figo anche se il tuo gruppo fa schifo. Noi siamo fuori da tutto, un po' perché siamo toscani e quindi lontani da tutto, un po' perché non ci frega un cazzo di sta roba. Andiamo avanti per la nostra strada. Ascoltatevi i Rancore, un gruppo di Roma che spacca il culo e di cui presto sentirete parlare.
Leggete le recensioni sui vostri lavori presenti su riviste e webzines?
Personalmente no, non leggo né riviste né webzine, le trovo noiose e tutte uguali e non m'interessa cosa scrivono sui Latte+. C'è gente che fa carte false per avere buone recensioni in giro ma è pietoso. La musica indipendente italiana ormai si fa influenzare troppo dalle webzine e da quei due o tre giornali dove tutto quello che c'è scritto sopra è considerato sacrosanto. Stronzate.
Quanto incidono sui vostri progetti?
Zero. Ho 27 anni e suono da quando ne avevo 12 e con tutto il dovuto rispetto non mi frega niente dei giudizi di persone che il più delle volte ne sanno meno di me. C'è davvero poca, pochissima gente che sa recensire. La maggior parte di questi pseudo recensori giudica lavori che sono frutto di anni di sacrifici e sbattimenti paurosi con una leggerezza irritante in base ai propri gusti musicali oppure per ciò che può ottenere come tornaconto recensendo bene o male quel determinato disco. Certe recensioni sono patetiche e si vede bene che chi le scrive non capisce un'emerita sega di musica e manco ha ascoltato il disco di cui sta parlando. Ti faccio un esempio. Tre o quattro mesi fa mi son ritrovato a leggere percaso una recensione di "Molotov" dove il tipo diceva che il nuovo album dei Latte+ non gli era piaciuto per un cazzo perché era pieno di voci femminili… Ora… Ok viva lo skip, ma su 45 minuti di musica ci sono quattro versi in croce cantati da una ragazza… Fammi il favore, nun te la pija, pijatela n' der culo. Con questo chiudo e ti ringrazio ancora per l'intervista. Venite a trovarci su www.lattepiu.info quando avete voglia, ciao!
a cura di Piero e Giamma
|