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Intervista ai Lagwagon
Nota: Questa recensione è stata effettuata prima del recente passaggio del gruppo in Italia.
Fra non molto i Lagwagon saranno in Italia per due date, una a Cesena ed una a Milano. Nell'attesa, abbiamo fatto qualche domanda a Joey Cape riguardo al nuovo album "Resolve". Joey si è dimostrato un tantino sfuggente, probabilmente perché molto impegnato con la band nella promozione del disco. Tuttavia, tra un tour e l'altro, ha trovato un attimo per concederci una veloce intervista…
Con il nuovo album "Resolve" sembra che i Lagwagon abbiano raggiunto il giusto equilibrio tra aggressività e melodia, dosando sapientemente la spontaneità dei primi lavori con i motivi più orecchiabili tipici di dischi come "Blaze". Come è cambiato il vostro sound?
Penso che in qualche modo ci siamo evoluti, anche se non saprei dirti con precisione qual è la direzione che abbiamo preso.
Componete sempre nel solito modo? Le canzoni più recenti sembrano avere una struttura ritmica meno elaborata rispetto ai pezzi che avete scritto negli anni ‘90, ricchi di stacchi e cambi di tempo. L'intenzione è forse quella di semplificare l'ascolto? In compenso l'armonizzazione e i riff di chitarra sono sempre molto curati… Sei d'accordo?
Non direi che è esattamente così. Il nostro modo di comporre le canzoni non ha nulla di calcolato. Tutto funziona in maniera semplice: io scrivo i pezzi, poi ogni membro della formazione cerca di aggiungere qualcosa di suo, e di arricchire il sound complessivo. Su una cosa hai ragione: cerco sempre di fare in modo che i riff di chitarra siano interessanti.
Se "Blaze" era un disco fresco, pop, "Resolve" è, al contrario, veloce, oscuro e rumoroso… Ascoltandolo si avverte tutta la tua tristezza e la tua rabbia. Ma cosa ha il sopravvento? La rabbia o la tristezza?
Una miscela di entrambi i sentimenti. Dipende molto dal modo in cui mi sento quando penso a Derrick, dal mio umore…
Come suggerisce il titolo dell'album, la vita può essere dura, ma esiste una soluzione per ogni problema. Quindi, alla fine, il messaggio trasmesso è ottimistico?
Il messaggio, se davvero ce n'è uno, è estremamente ambiguo. Le soluzioni ["resolve", in lingua originale] che la vita ci offre di solito si basano sulle nostre scelte e sulle nostre decisioni; tuttavia a volte la vita può anche sorprenderci con eventi che non ci aspettiamo assolutamente, e che non dipendono da noi. Dovremmo sempre cercare di fare il nostro meglio, ma non possiamo mai avere tutto sotto controllo. Qualche volta facciamo scelte sbagliate e rischiamo di giungere all'autodistruzione.
Condividere il tuo dolore con il pubblico ti ha aiutato? È stato difficile, paradossale?
Considero lo scrivere canzoni una forma di terapia: mi aiuta a scacciare dalla testa tutti i miei problemi, riversandoli nella musica. Il dovere poi condividere le mie composizioni con il pubblico è solo la diretta conseguenza della necessità dello scrivere terapeutico.
Dicci qualcosa riguardo al testo di "Days Of New"…
Attraverso "Days Of New" ho voluto ringraziare Derrick per avermi presentato mia moglie. Se non fosse stato per lui potremmo anche non esserci mai incontrati. Sento di doverlo ringraziare anche per la mia meravigliosa figlia.
Nei primi anni '90 siete stati tra i primi gruppi a suonare hardcore melodico: da dove è arrivata l'ispirazione per creare un genere musicale relativamente nuovo?
Mi sono sempre piaciute le band come i Beatles. L'elemento pop è sempre stato dentro di me. Nello stesso tempo, sono anche cresciuto ascoltando punk. Credo di aver bisogno di entrambe le cose per ritenermi soddisfatto.
Ai tempi del vostro esordio, con "Duh", eravate degli innovatori, una ventata d'aria fresca nella vecchia scena hardcore. Oggi siete una delle grandi band degli anni ‘90 che continuano a proporre gli stilemi del genere che chiamiamo melodi-core, ed a conservarlo in vita. Cosa pensi dei nuovi gruppi, delle nuove sonorità, dell'emo di cui si parla tanto?
Non mi interessano più di tanto le definizioni, le classificazioni per genere. L'unica cosa a cui bado è se mi piace la musica, le canzoni. Non faccio caso a quanto uno stile sia popolare o alla moda. Volendo proprio essere critici, devo ammettere che non apprezzo il modo troppo dispendioso e curato nei minimi particolari in cui, al giorno d'oggi, alcuni dischi punk ed emo sono prodotti. Si ricorre spesso agli accordatori automatici ed ai loop [il termine "looped" indica l'operazione attraverso cui, in studio, si copia e si incolla una sezione di un brano, sia essa una parte vocale o della base, per riutilizzarla più volte all'interno della canzone. Ad esempio, si può incidere il ritornello un'unica volta, se questo si ripete immutato nel brano, e poi copiarlo integralmente. In questo modo si snellisce il lavoro di editing, oltre che i tempi di registrazione]. I gruppi incidono in maniera falsa, ricorrendo a mille trucchi, e ciò li priva della loro anima. Le imperfezioni sono una parte importante ed organica del sound di una band: sono ciò che rende una registrazione onesta.
È possibile oggi per una band rimanere sulla scena per molto tempo? Troppi gruppi durano il tempo di un album, di una hit… Poi nessuno si ricorda di loro. Qual è la tua opinione, dopo quindici anni trascorsi suonando? Riuscirà la musica a sopravvivere alla moda?
Proprio una bella domanda! Ma non credo di essere in grado di risponderti. Sicuramente sembra più difficile per le band sopravvivere di questi tempi. Però io sono convinto che quelle che ci riescono sono quelle che fanno semplicemente ciò che vogliono, senza compromessi; che se ne fottono di quello che piace a tutti, di soddisfare i gusti e le aspettative della gente. Sopravvive solo chi non ha grandissime aspettative e riesce a conservare la propria integrità.
Il vostro sito è on line dal 1996, è tanto che siete presenti sul web… Cosa pensate di Internet? Navigate spesso?
Pensi davvero che abbiamo un sito da molto tempo? Io pensavo che fossimo arrivati in rete in ritardo! Comunque il web ci interessa, in fondo siamo un po' nerd…
Parliamo un po' del vostro primo album dal vivo… Che cosa significa per voi? Quanti tour mondiali avete fatto e a quando risale il vostro primo tour europeo?
Il nostro primo tour europeo è stato nel 1992, abbiamo iniziato facendo supporto ai NOFX, poi abbiamo continuato con alcuni concerti per conto nostro. Abbiamo girato il mondo così tanto che non riesco proprio a ricordare il numero esatto dei tour… Riguardo all'album dal vivo, ha suscitato in noi una strana sensazione, perché è arrivato così in ritardo…
Presto tornerete in Italia: che tipo di concerto dobbiamo aspettarci?
Un set più oscuro, in linea con il nuovo album.
a cura di Furnier
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