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Intervista ai Là Par Force

Anche se non propriamente un gruppo punk, considerate le loro tendenze musicali ben più vicine all’emo-rock, i tedeschi Là Par Force hanno mostrato un’attitudine invidiabile al più estremista gruppo punk ed idee genuine in questa intervista concessa dal bassista Oise Ronsberger. Il gruppo a breve passerà in Italia per la prima volta in tour in supporto del suo primo album "Fallen Leaves", uscito in aprile e prodotto da Istvan dei BoySetsFire.

Aprile 2004

La biografia sul vostro sito inizia con "in realtà, non mi piacciono le cantanti donna ma...". Perché avete allora scelto di avere una cantante donna? E' stata proprio una scelta, o è capitato per caso?
Prima di dare vita ai Là Par Force ¾ del gruppo suonava in un gruppo punk hardcore chiamato Static 84, e quando quella band si è sciolta abbiamo iniziato a suonare con Christina unicamente come chitarrista. Abbiamo provato diversi ragazzi come cantanti, ma nessuno sembrava essere giusto per noi, nessuno sembrava essere adatto per il nostro tipo di musica. Poi abbiamo detto: "hey, ma noi abbiamo qualcuno nel gruppo con una splendida voce e siamo decisamente stupidi a non usarlo". E' stato allora che abbiamo deciso che Christina sarebbe stata la nostra cantante principale. E anche se qualcuno è diffidente rispetto a questa soluzione – o addirittura non ama i Là Par Force per la voce di Christina – noi non ci siamo mai pentiti di questa decisione!

Cambia molto il vostro modo di scrivere musica il fatto di avere una cantante donna?
All'inizio non molto, perché scrivevamo musica e nemmeno sapevamo chi l'avrebbe cantata... Penso che non ce ne siamo mai curati finché il nostro album "Fallen Leaves" è uscito... Da allora sì, abbiamo provato a fare più spazio alla voce più delicata di una donna, come non avere in alcuni punti la distorsione per permettere a Christina di sperimentale anche toni vocali più bassi... Vedremo. Per ora abbiamo scritto 5 canzoni per un futuro EP e sono un po' diverse, qualcuna è anche piuttosto differente da ciò che è stato incluso nelle nostre registrazioni precedenti.

A breve passerete per la prima volta in Italia, ma suonate dal 2001. Ci dite qualcosa di più sulla vostra storia?
Come già detto i Là Par Force sono nati nel 2001 dopo lo scioglimento degli Static 84. Nel febbraio del 2002 abbiamo suonato il nostro primo concerto in un minuscolo scantinato nella nostra città natale Regensburg. Da allora abbiamo registrato nuovo materiale di continuo, abbiamo fatto qualche concerto in giro per l'Europa, suonando ed andando in tour con gruppi come BoySetsFire, Aerogramme, Engine Down, Thursday e Hot Water Music... Effettivamente non sono mai esistiti periodi in cui non siamo stati attivi o non abbiamo suonato di continuo. E' ancora un grosso perché il motivo per cui non siamo passati dall'Italia prima... Ho sempre desiderato suonare in Italia e perciò sono davvero eccitato per i due concerti che suoneremo nella penisola!

Avete da qualche tempo licenziato il vostro primo album "Fallen Leaves" con l'aiuto di Chad Istvan dei BoySetsFire alla produzione. Come siete entrati in contatto con lui?
Sì, il nostro disco è uscito lo scorso anno, in aprile credo... Chad ed io siamo amici da parecchio tempo ormai. Io lavoravo con i BoySetsFire come tecnico delle chitarre, roadie, autista, uomo del merchandise, eccetera... Nel 2001 ho anche suonato il basso per loro quando il loro bassista aveva dovuto lasciare per motivi personali. Ed alla fine del 2002 i BoySetsFire hanno invitato i Là Par Force ad aprire il loro tour europeo, ed è stato lì che Chad ha dimostrato il suo interesse nel produrre il nostro album. Davvero non ringrazieremo mai Chad abbastanza. Ha speso per noi tanto del suo preziosissimo tempo, e denaro, lavorando alle registrazioni come un pazzo e senza chiedere un centesimo per il suo lavoro. Davvero è stato il primo ad entrare in studio e l'ultimo a smettere di lavorare – per 14 giorni!

"Fallen Leaves" mostra due lati dei Là Par Force: uno davvero intimistico, con testi personali e dolci atmosfere, che ricorda quasi i mitici 4AD, ed un altro più pesante, orientato maggiormente alle sonorità DC. In quale vi trovate più a vostro agio?
Sembra una domanda da softball, ma mi piacciono entrambi eheheheh... Noi siamo dei grandi fan della musica, ascoltiamo un'ampia varietà di generi che includono sia quelli potenti che quelli più calmi, leggeri... Qualche volta, quando suoniamo dal vivo, è anche difficile suonare le canzoni intimistiche, quelle tranquille. Specialmente se la gente non s'interessa a chi suona e inizia a parlare mentre si suona. In questi momenti io preferisco nascondermi dietro il volume delle canzoni più potenti, giusto per urlare in faccia alla gente e farli sentire indifesi. E' molto più difficile e coraggioso mostrarsi a degli estranei con il lato più personale, più intimistico... Ma poi alla fine del concerto si avvicina qualcuno che ti dice che ha davvero apprezzato la nostra esibizione anche se gli altri parlavano e non erano interessati, e solo per questo ne vale la pena, è fantastico. Noi cerchiamo di bilanciare le due cose perché è anche più interessante per noi come musicisti, e credo più interessante anche per il pubblico. Tutto questo però rende più difficile per la gente classificarci in un dato genere, ed una cosa come questa non è mai buona per un gruppo, perché la gente sembra essere più interessata a quale genere suona un gruppo piuttosto che badare alla bontà della musica fine a sé stessa.

La Germania è il cuore della scena punk rock europea ed i Là Par Force sembrano esserne pienamente coinvolti con la loro etichetta Dancing In The Dark. Perché avete deciso di creare una vostra etichetta invece che cercarne una come fa la maggioranza dei gruppi?
Hmmm, al momento siamo un gruppo indipendente al 100%. Abbiamo rilasciato il nostro disco, organizzato i nostri concerti con relativa promozione, distribuzione, eccetera, tutto da soli. Non ho mai voluto essere uno di quei musicisti che non sanno cosa sta succedendo al proprio gruppo, come viene promosso o quali informazioni vengono distribuite in giro, eccetera. Sono sempre stato interessato in ogni aspetto della musica e credo che il cliché del musicista rock drogato che viene usato e fregato da manager, etichette e promotori deve finire. Ma questo significa anche che c'è molto lavoro noioso da fare, il che a sua volta significa che hai meno tempo da dedicarti alla composizione, perché tutta quella roba devi farla tu. Se riuscissimo a trovare un'etichetta interessante, che ha una buona etica di lavoro e crede in noi, allora magari potremmo lavorarci insieme. Ma siamo molto attenti con chi decidiamo di collaborare.

Considerate gruppo ed etichetta due cose separate o parte dello stesso progetto?
Hmmmm, difficile da dire. Abbiamo fatto uscire anche dischi di altri gruppi per la nostra etichetta. Per esempio abbiamo da poco rilasciato il nuovo EP e ristampato il vecchio album dei Tagtraum di Schweinfurt, e lavoreremo con i Data Break da Darmstadt in futuro. La Dancing In The Dark Records esisteva anche prima dei Là Par Force, io l'ho solo riattivata per il nostro gruppo. Siccome il nostro batterista Stefan Grunwald ha lasciato i Là Par Force e l'etichetta in primavera dobbiamo ancora valutare cosa possiamo e cosa vogliamo fare con la Dancing In The Dark. Sicuramente però faremo uscire il nuovo EP dei Là Par Force in estate e l'album de Data Break in autunno.

Cosa dobbiamo aspettarci da un concerto dei Là Par Force?
Abbiamo un nuovo batterista e siamo entusiasti di suonare con lui. Durante gli ultimi tre concerti addirittura Ludwig, il nuovo batterista, ha bucato le pelli della cassa... La famiglia della mia ragazza è di Firenze perciò proverò ad utilizzare quelle tre frasi in italiano che conosco... Se sono in giornata poi di solito mi faccio male facendo roteare il mio basso, ehehehe... Davvero non so cosa dire su cosa aspettarsi da un nostro concerto, siamo semplicemente quattro normalissime persone che amano suonare. Nessun intrattenimento extra.



a cura di Luca (Minnie's)