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Intervista agli Heideroosjes
Intervista ad uno dei gruppi pionieri dell'hardcore melodico europeo, gli olandesi Heideroosjes. Solo pochi giorni dopo una brutta disavventura avuta col loro pullmino la band era già in tour, e proprio durante una tappa in Italia Marco Roelofs,
cantante e chitarrista della band, ha risposto a qualche domanda riguardanti il loro ultimo album "SINema", l'unità della scena in Europa ed altro.
Allora cosa ci racconti di questo tour?
Beh, siamo appena tornati dagli Stati Uniti, poi siamo stati in Germania ed ora abbiamo questi concerti in Italia... Sono solo 4, ma credo che in estate torneremo di nuovo, per qualche festival.
E' stata la prima volta oltreoceano per voi?
Sì, noi siamo insieme da 15 anni e siamo stati in tanti posti strani come il Sudafrica, ma non eravamo mai stati negli Stati Uniti prima d'ora. E' stata un'esperienza interessante, è stato bello suonare per quella gente e scoprire una cultura diversa, perché la loro cultura è parecchio diversa dalla nostra, da quella europea.
I tour non sono sempre stati una cosa divertente per voi però... Ad esempio lo scorso febbraio avete avuto un brutto incidente. Sta bene ora il vostro tecnico delle chitarre Eelco?
Inizia a stare meglio, sì. All'inizio i dottori avevano detto che sarebbe rimasto paralizzato, e invece adesso si alza da solo e sta lavorando per riprendere piena padronanza delle parti lese: credo che ci siano buone possibilità che torni a camminare, ma non sono sicuro se potrà tornare in tour con noi.
E com'è successo quell'incidente
E' stata una banalità... La macchina davanti a noi ad un certo punto ha frenato bruscamente, e Eelco, che guidava, ha schiacciato il freno ma quando ormai era troppo tardi, e le possbilità erano due: o la tamponavamo o la evitavamo di lato. L'abbiamo evitata di lato, ma siamo usciti di strada e ci siamo ribaltati. E' stata una brutta botta, ma noi viaggiamo molto e cose del genere prima o poi te le devi aspettare.
In "Euronoise", l'ultima canzone del vostro nuovo album "SINema", partecipano molti cantanti di alcune altre famose band europee: come vi è venuta questa idea e credi che in Europa la scena punk sia unita?
L'idea ci è venuta perché noi viaggiamo molto e conosciamo tanti di questi grandi gruppi che sono diventati nostri amici... Per esempio in Italia conosciamo gli Shandon, i Persiana Jones... E questi grandi gruppi il più delle volte sono famosi solo nei loro paesi d'origine, e noi che abbiamo la fortuna di avere un contratto con una grande etichetta internazionale se possiamo siamo contenti di dare un po' di visibilità a queste band che stimiamo, per mostrare alla gente che non esistono ottime band solo in America ma anche da noi in Europa. Per esempio, gli Shandon in Italia sono famosissimi, suonano in tutti i più grandi locali, ma quando vengono da noi in Olanda si devono accontentare dei più piccoli... E lo stesso comunque vale anche per noi, che in Belgio ed Olanda siamo abbastanza famosi ma che qui in Italia possiamo suonare solo in piccoli posti...
Sì, "SINema" poi è anche entrato in classifica lì da voi...
Sì, sì...
Allora vi piacciono gli Shandon, anche se suonano una musica piuttosto diversa dalla vostra...
Sì, ma a me piacciono diversi stili musicali: mi piace il punk rock, mi piace l'hardcore, lo ska, ed anche il pop. Credo che gli Shandon siano migliorati tantissimo negli ultimi anni, ed il nuovo disco è un gran bell'album, che unisce diversi generi... Sì, mi piace!
Quando li avete incontrati la prima volta?
Beh, li conosciamo da diverso tempo, dal 1998, perciò sono 6 anni. Al tempo eravamo alla ricerca di band da diversi paesi europei per scambiarsi favori a vicenda: cioè, noi vi portiamo in tour con noi nel nostro paese, voi fate lo stesso con noi nel vostro...
La Epitaph distribuisce i vostri lavori solo in Europa. Perché pensate non lo faccia anche in America?
Sai qual è il punto? Ora la Epitaph è più incentrata sull'emo-core, e quando non lo era noi non eravamo in grado, o all'altezza, di rilasciare un album là. Però ci hanno detto che per questo disco prima vediamo come va in Europa, poi se va bene si può distribuire anche in America, perciò aspettiamo...
Potrebbe essere anche perché le vostre canzoni non sono tutte cantate in inglese?
Sì, questa è un'altra parte del problema, perché gli americani sono molto nazionalisti e se non canti in inglese non si sentono "tirati in causa"...
Agli inizi voi vi chiamavate Fire, giusto?
Ohhh, tanto tempo fa!
Perché decideste di cambiare nome?
E' stato 16 anni fa, non mi ricordo... Probabilmente perché Fire era un nome di merda!
Mandi ancora avanti la Windmill Records?
Sì, ma in realtà non è più attiva... Non ho più abbastanza tempo da dedicare alle band: se metti sotto contratto qualcuno poi devi fare di tutto per promuoverli, ma io sono sempre in tour e non posso farlo...
Gli Heideroosjes sono stati sempre composti fin dagli inizi dai membri che ne fanno parte ancora oggi. Come avete fatto a resistere così a lungo, ben 15 anni, quando la maggioranza dei gruppi ogni album cambia formazione?
Perché siamo speciali! Eheheh... No, siamo molto amici, abbiamo le stesse idee e gli stessi obiettivi, perciò è piuttosto semplice...
Ma non è stressante stare a contatto per settimane se non mesi per 24 ore al giorno con le stesse persone?
Oh, sicuro! Mangiamo insieme, stiamo sul van insieme, suoniamo insieme, siamo sempre insieme! Ed è difficile, ma sappiamo come gestire la cosa.
Uscite insieme quando siete a casa?
Non abbiamo molto tempo da stare a casa, ma quando lo siamo cerchiamo di andare un po' per la nostra strada, anche se alla fine ci vediamo 6 giorni su 7!
Ma qualcuno di voi è sposato, o fidanzato?
No, nessuno è sposato, siamo fidanzati, ma cerchiamo di non andare troppo oltre...
Perché la situazione sarebbe complicata...
Eh sì eh! Se hai un figlio a casa devi guardare i tour, la musica, sotto un'altra ottica! Noi siamo sposati tra di noi! Eheheh...
a cura di Giamma
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