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Intervista ai Gasnervino
I Gasnervino sono da qualche mese usciti con il loro secondo album, che ha evidenziato una sensibile maturazione artistica. Di come e perché sono cresciuti e di piani futuri
ce ne ha parlato Marco, cantante e chitarrista del gruppo.
Per iniziare ci terrei a ringraziare Giamma e tutto Punkwave per il supporto che ci hanno sempre dato e che continuano a darci, a differenza di alcune e-zine e alcuni magazine che si interessano di rock e punk e che dicono di sostenere la musica alternativa e indipendente ma che in realtà fanno ben altro…
Allora come va? Cosa stanno facendo i Gasnervino personalmente e come collettivo al momento?
Diciamo che non ci si lamenta, certo potrebbe andare meglio sotto alcuni punti di vista, e certo è il fatto che se questi punti sarebbero OK ci lamenteremmo per qualche altra cosa… E' inevitabile, credo per chiunque!
Io personalmente sto suonando anche con un altro gruppo insieme a mio fratello, ci chiamiamo Star Flyer facciamo una sorta di emo, se così si può definire, ed ho iniziato a fare un programma in una piccola radio della mia zona, Radio Panda. Se chi legge vuole mandare del materiale per essere passato in radio non ha che da contattarmi (marco@gasnervino.net), sono disponibilissimo per aiutare e sostenere gruppi affermati e non!
Gli altri tre hanno messo insieme un altro gruppo, la Parabiago Bene e fanno musica anni '70 italiana davvero serissima, se non fosse che salgono sul palco a suonare davvero stonfissimi, e tutto quello che potrebbe esserci di serio passa in secondo piano…
Come collettivo, continuiamo a darci dentro cercando di fare il massimo, tempo e impegni permettendo. Purtroppo non viviamo di musica quindi è ancora solamente un hobby, un bellissimo hobby che non cambieremmo per nulla al mondo!
Anche se il disco è uscito da poco in realtà la sua stesura è stata completata da un annetto, quindi avete già nuove canzoni? Quando ci si può aspettare un nuovo album?
Allora, "Tutto E Niente” è stato davvero un calvario e non certo per demerito nostro. Noi ci abbiamo messo tutto il nostro impegno, il tempo e la massima disponibilità ma purtroppo non è servito. Il disco non lo fa solamente il gruppo. Le canzoni sono le tue ma dietro ci sono alcune figure (produttore, produttore artistico, editore, distribuzione, booking, eccetera) che devono lavorare girando con armonia e senza tensioni, cosa che invece è successa nel caso di "Tutto E Niente". Ci siamo quindi trovati ad avere alle spalle gente serissima con anni di esperienza e molto in gamba che non è però riuscita a lavorare bene insieme… Chi ne ha pagato poi le conseguenze secondo voi? Di canzoni e idee nuove ce ne sono a bizzeffe, e il genere credo muterà ulteriormente con un disco futuro. Si cresce, si matura, si cambiano gusti è inevitabile notare differenze di sonorità; e poi diciamocelo francamente sarebbe noioso fare un disco senza alcuna differenza dal precedente, denoterebbe limitatezza artistica e farebbe rimanere il gruppo sempre sullo stesso livello. Noi preferiamo rischiare e metterci in discussione. Sarebbe stato molto più semplice propinare un altro disco hardcore melodico in italiano che parlasse di niente come il precedente. Avremmo venduto sicuramente le nostre 1.000 copie, i magazine avrebbero detto di noi: i Gasnervino non mentono e si riconfermano con il secondo disco meglio registrato e cazzate del genere. Comunque per quanto riguarda date di uscite future preferiamo non pronunciarci, meglio evitare promesse o quant'altro e ritrovarci con un altro anno di ritardo dell'uscita dopo la registrazione!
Pensate che sarà ancora per Rude Records?
Credo proprio di si, ci troviamo davvero benissimo con loro, anche nelle situazioni più critiche e difficili!
Vi piacerebbe magari qualcosa di particolare prima di un vero e proprio album? Un EP, uno split...
Ci piacerebbe moltissimo anticipare l'uscita di un futuro album con un singolo e un video ben fatto che riuscisse ad andare in alta rotazione sulle più prestigiose reti televisive di sempre, ma qui stiamo sognando veramente ad occhi aperti. Una cosa invece che non è un sogno ma che potrebbe permettere di sognare ad altre persone è una proposta che ci ha appena fatto una agenzia di adozioni a distanza per alcuni concerti e una canzone da utilizzare come "inno" dell‘organizzazione. Non è ancora nulla di chiaro e definito ma siamo molto contenti se il tutto si sviluppasse per il meglio. Abbiamo sempre sognato di poter fare qualcosa con la nostra musica per qualcuno meno fortunato di noi e questa anche se piccola è una buona opportunità.
A proposito, se doveste fare uno split, con quale gruppo sareste onorati di dividerlo? Un gruppo italiano ed uno straniero magari...
Noi abbiamo partecipato alla realizzazione del primo volume di "Punk It!" con annesso tour e siamo stati molto onorati di collaborare su disco e nei live con Peter Punk, Pay e Bambole di Pezza.
Ci piacerebbe comunque magari fare uno split con gruppi molto differenti dal nostro, vedi Negrita, Velvet, Thrice, The Used e moltissimi altri!
Come vedete la scena italiana, della quale inevitabilmente fate parte?
Non amo molto questo genere di domande, in quanto non credo che esista una scena, o comunque non riesco a vederla e fondamentalmente me ne fregherei della scena se per caso dovesse esistere. È semplicemente una mafia, se sei amico di tizio, suoni lì, hai la recensione là e le tue news vengono pubblicate sulle home page dei siti (per fortuna non tutti sono così). Noi infatti non crediamo di far parte della scena o di qualcosa, noi suoniamo per noi stessi, e siamo contentissimi quando ai concerti o via mail le persone ci fanno i complimenti perché si caricano con le nostre canzoni, perché si rivedono nei nostri testi che parlano del quotidiano e di quello che è realmente importante nella vita di tutti i giorni. Amiamo condividere il palco con altri gruppi, adoriamo fare serata con loro, divertirci e se è possibile dargli una mano.
A tutti quelli che continuano a ripetere che esiste una scena punk o quel cavolo che vogliono e che cercano di far credere alla gente che si è tutti amici e che ci si sostiene a vicenda posso semplicemente dirgli di andare a fare in culo! Ce ne sono a bizzeffe di gruppi che ci hanno leccato il culo per suonare e per avere dei favori e quando noi abbiamo avuto bisogno di loro ci hanno letteralmente cagato in testa! Mi piacerebbe far notare che queste parole di certo non aiuteranno il nostro gruppo ad avere maggiore visibilità, anzi! Purtroppo però amiamo dire quello che pensiamo (credo di averlo sempre dimostrato in ogni occasione: concerti, interviste, dirette televisive, canzoni…) e almeno sotto questo aspetto crediamo di essere molto più punk della maggior parte dei gruppi che invadono il panorama indipendente italiano e che sono capaci solo di dire frasi senza senso stereotipate e che a differenza nostra non vanno ad intaccare la piazza nella quale lavorano con affermazioni di questo tipo… Credo di aver reso l‘idea.
Che significato c'è dietro al titolo "Tutto E Niente"?
Dice semplicemente quello che siamo, infatti un uomo è un tutto con se stesso, ma allo stesso tempo potrrebbe non essere niente con gli altri! Con questo disco abbiamo cercato di dire "tutto" il possibile, ma ascoltandolo il giorno dopo ci siamo accorti che c'era qualcosa di nuovo da dire, da fare, magari opposto a quello che si pensava il giorno prima… Quindi abbiamo inevitabilmente finito per non dire "niente"!
Come mai questo repentino cambio di sonorità che vi hanno portato da un hardcore melodico californiano ad un pop punk più MTV-iano? Sono cambiati i vostri idoli?
Per vendere più dischi. Almeno questo è quello che dicono. Semplicemente ci venivano così le canzoni. Non ci si può imporre di fare qualcosa, di stare dentro alcune righe alcuni canoni se no si finisce per fare una schifezza. Si deve prendere in mano lo strumento e far parlare il cuore, i sentimenti, lasciare uscire quello che si ha dentro e alle volte osare un pochettino…
E cosa ci dite di "Tira Una Riga"? E' probabilmente la canzone più particolare delle canzoni di "Tutto E Niente", con quel rappato... Come è nata l'idea?
Questo è un esempio nel quale abbiamo osato davvero moltissimo. L'idea è nata una sera per scherzo con Mr Paul, il ragazzo che rappa le strofe. Era un po' che si parlava di fare qualcosa insieme e un giorno per caso alle prove gli abbiamo fatto sentire un nuovo brano e lo abbiamo riarrangiato insieme a lui, spingendoci oltre quello che era sempre stato il nostro modo di suonare e di lavorare… Mi auguro che sia uscito un buon lavoro.
Cosa state facendo per promuovere il disco? Video, radio, singoli, tour...
Niente video, e purtroppo per ora niente tour vero e proprio. La vecchia agenzia ci ha semplicemente preso in giro promettendo oro e lasciandoci con nulla in mano. Ora siamo passati nella scuderia della Heartwork, una situazione più "easy" ma che potrebbe dare risultati migliori. Loro parlano di un tour con L'Invasione Degli Omini Verdi e Cattive Abitudini. Dovremmo girare i Transilvania di tutta Italia. Staremo a vedere come si muoverà il tutto. Non abbiamo fretta, dopo l'odissea di questo disco possiamo dire che sappiamo aspettare…
Pensate di potere "esportare" il disco anche all'estero e magari seguirlo con qualche data in altri paesi europei?
No, la nostra musica non è affatto per l'estero, dovremmo quantomeno ri-registrare le canzoni adattandole in lingua inglese e siamo coscienti di non esserne in grado; inoltre l'estero proprio non ci interessa. Per il momento guardiamo semplicemente alla nostra bella penisola, ci sono un sacco di posti nostrani che devono ancora sentire la botta sonora di Gasnervino!
Cosa ti affascina di più del suonare in un gruppo? I concerti, la registrazione, lo stare in compagnia con amici...
La compagnia, i forti legami di amicizia, il vivere insieme alcuni giorni lontano dalla quotidianità della famiglia e dai soliti impegni. Io adoro moltissimo anche il lavoro in studio, mi piace perché alla fine si ha il maggiore riconoscimento di tutte le ore spese in salaprove a suonare, a provare a riprovare e sudare per fare uscire nel migliore dei modi una canzone.
Perché Andrea ha cambiato soprannome ed ora è conosciuto come "Carota"?
Non è che è stato lui a cambiare soprannome, semplicemente noi abbiamo inziato a chiamarlo così per via di una bruttissima tinta che si era fatto durante una vacanza in Grecia poco dopo l'uscita del nostro primo disco.
Infine, fatti una domanda che ti piacerebbe ti fosse fatta e risponditi.
Cari Gasnervino, come mai non fate testi impegnati?
Caro giornalista, mi potresti una volta per tutte dire cosa significa testo impegnato?
Credo che in molte nostre canzoni si trattino temi molto profondi, quali l'amore, le difficoltà non piccole della vita, il ritrovarsi bambini in un corpo da adulti con delle grossissime responsabilità difficilmente gestibili, interrogarsi su come il mondo potrebbe essere cambiato e molte altre. Inoltre se si ascoltassero i dischi con più attenzione si noterebbero alcune sfumature ed alcune riflessioni nei nostri testi che potrebbero far cambiare opinione a parecchia gente… Se però chi recensisce sostiene che dire frasi tipo "Berlusconi vaffanculo" e "in culo alla stato” voglia dire fare dei testi impegnati posso semplicemente ringraziare il cielo per aver sempre scritto canzonette…
a cura di Giamma
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