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Intervista ai Furious Party
"Hypocrisy Showroom" è il loro primo album, tra le loro fila milita niente meno
che Olly, frontman degli Shandon, ed il loro sound potrebbe benissimo competere con le più blasonate produzioni hardcore internazionali...
Insieme a Mox (batterista della band) cerchiamo di saperne di più sui Furious Party.
Partiamo dall'album: come sono andate le registrazioni? Cosa si devono aspettare da questo lavoro chi
non lo ha ancora ascoltato?
L' album è stato registrato in una sala prove degli Shandon in quel di
Lecco, da Olly ed un amico fonico che ogni tanto ci segue anche live.
Nonostante la locazione apparentemente "casalinga", il risultato finale è molto
soddisfacente sotto il profilo sonoro. Suona quasi come un buon album americano!
Ci chiariresti in breve le origini del vostro nome?
Volentieri. Si tratta infatti del titolo di un disco di un gruppo di
Pisa. Nella fattispecie è il secondo EP, datato 1985 come pubblicazione, dei
Cheetah Chrome Motherfuckers, uno dei gruppi più rappresentativi ed importanti
per quanto rigurda la scena punk e hardcore in Italia dal 1979 al 1988 circa.
Hanno suonato più o meno in tutto il mondo occidentale... Erano devastanti, in
particolare nella figura del mitico cantante Syd, che usava ogni tanto la
forma dell'autolesionismo sul palco. Esemplificativa la copertina del libro
"Costretti A Sanguinare" di Marco Philopat, che riporta una sua leggendaria
foto scattata durante un concerto del 1986 al Leoncavallo di Milano al quale
molti di noi hanno assistito.
Leggendo i titoli dei brani sembra che prevalga un certo pessimismo di
fondo, o meglio di disillusione; confermi questa impressione?
Confermo l'impressione. Pur ritenendo che ogni componente di
questa band sia da considerarsi positivo nell'attitudine, il "mood" generale
del gruppo non lascia certo tanto spazio ad allegria, ma piuttosto all'
interrogarsi sui rapporti umani, tanto difficoltosi a volte da gestire, oppure
sulla negatività del mondo, ma senza particolari iperbolici, come nel caso di
altri generi musicali (vedi certe tematiche ricorrenti in alcune forme di metal
estremo). I testi narrano spesso vicende ed emozioni personali, nelle quali
moltissime persone possono riconoscersi, come "The Trip", in cui la vita è "on
the road" quando si gira per fare concerti, ma anche espressione di idee, come
"Back in DC", un'aspra critica a chi ha frainteso il concetto di straight-edge,
massificandolo e rendendolo simile ad una moda... In generale ci riteniamo
sostenitori della libertà di pensiero individuale, evitando qualunque forma di
fazione, schieramento o appartenenza a chissà quali aree. Un po' quest'aspetto
si ripercuote anche nella nostra maniera di scrivere musica.
Come è nata la collaborazione con Olly? Lo avete conosciuto attraverso la
sua esperienza con gli Shandon oppure vi conoscevate già da prima e questo
album è stato frutto della vostra amicizia?
Con Olly ci si conosceva da qualche anno e, pur non amando
particolarmente certe sonorità dei primi Shandon, la stima nei suoi confronti è
sempre stata smisurata. Lo conobbi ad un concerto in una scuola occupata nei
primi anni '90, quando si esibiva in una Krishna-core band, chiamata Shaa, e
rimasi subito impressionato dal suo talento. Lo chiamai due anni fa per
assistere ad una nostra prova, in quanto eravamo disperatamente in cerca di un
cantante credibile, e fu "amore al primo ascolto". Pensare che, proprio quella
sera, nel recarsi alla sala in cui provavamo, Olly rimase a piedi per aver
bucato la ruota dell'auto senza "scorta". Questo è hardcore.
Come riuscirete a coniugare la sua attività live con gli Shandon e le vostre
esibizioni dal vivo?
Gli shandon rimangono l'attività principale per Olly. Il loro album è
in uscita il 15 gennaio, dopodichè classica tournèe promozionale. E' ovvio a
questo punto che i Furious Party vadano avanti a provare materiale nuovo, in attesa
che Olly torni e scriva le parti di voce. Ma qualche concerto ogni tanto salta
fuori...
Per quanto riguarda l'Ammonia, vi hanno cercato loro o nel vostro
peregrinare alla ricerca di un'etichetta, o vi siete imbattuti in Kappa e
compagni? Come vi trovate con loro?
Il rapporto è nato quasi immediatamente grazie all'interesse della
suddetta label. Non è facile trovare un'etichetta che risponda totalmente alle
esigenze di un gruppo. Con Kappa ci si intende perchè si parla il medesimo
linguaggio, per quanto riguarda gli sforzi da fare insieme non ci si può certo
lamentare. E' comunque presto per tirare le somme, l'album ha solamente due mesi
di vita.
Seguendovi su Rock TV e leggendo alcune interviste passate mi sono reso
conto di come non ci sia un'unica corrente di pensiero, musicalmente parlando,
all'interno dei Furious Party; anche la connotazione hardcore, se in parte
corrisponde alle vostre caratteristiche, non vi descrive in pieno considerando
che ognuno di voi viene da esperienze e realtà differenti e di conseguenza ha
un proprio bagaglio musicale. Ci sapresti dire però quali sono le band più
rappresentative per voi, sia del passato che attuali?
Come Furious Party le influenze, per quanto molteplici, sono comunque
da ricercare nei gruppi hardcore della decade '80, con la sola eccezione degli
ultimi Refused. Gli ascolti privati, che in un certo modo rappresentano
comunque un'influenza stilistica individuale, sono veramente eclettici.
Specialmente i miei e quelli di Olly. Per me la musica si suddivide in due sole
grandi categorie: quella buona e quella non buona. Gila è sempre stato
sicuramente più uniforme nei suoi gusti, benchè un'apertura l'abbia maturata
anche lui nell'ultimo decennio. Tino è il più giovane ed ascolta in
prevalenza musica dagli '80 in su, molte bands misconosciute.
A quanti vi definiscono solo un gruppo hardcore, cosa volete dire?
Che va bene così. Hardcore è un'attitudine che continua ad identificarci.
Va oltre lo stile musicale...
Adesso che "Hypocrisy Showroom" è finalmente uscito, la vostra attività live procede
speditamente e il nome dei Furious Party comincia a diffondersi nel panorama
italiano, quali sono i vostri obiettivi per il futuro più prossimo?
Suonare per continuare ad esprimerci. Dischi e concerti rappresentano
questa attività, sarebbe bello continuare a lungo, evolvedosi sempre nell'espressione
musicale. Stiamo a vedere...
a cura di Franz
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