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Intervista ai Fahrenheit 451
I Fahrenheit 451 arrivano finalmente al loro primo vero album, "Greetings From Marghera", dopo numerosi EP e soprattutto video (primo fra tutti quello per "Uccidiamo Il Chiaro Di Luna") che
hanno permesso loro di farsi conoscere in Italia ma non solo. Intervista a Andyman, leader della band veneta.
Cosa stanno facendo i Fahrenheit 451 in questo periodo?
Stiamo aspettando l'uscita del disco a cui è legato il lavoro dal vivo. In realtà, smaltite le fatiche del disco stiamo lavorando sul materiale nuovo. Ci sono degli elementi nuovi nell'organico che stanno influenzando il nostro sound in maniera molto positiva.
La copertina del vostro nuovo CD è fortemente ironica... Una cartolina raffigurante il petrolchimico di Marghera con scritto in inglese "Saluti da Maghera"... Ce ne parlate un po'?
Il titolo è la parafrasi di un celebre disco degli Skatalites: da lì siamo partiti per descrivere quello che ci circonda. Quello più o meno è il panorama che vediamo fuori dalla nostra sala prove. Poi chi vive a Venezia e dintorni non può fare a meno di "sentirlo", vuoi per le questioni legate alla morte degli operai, vuoi per la questione inquinamento. Poco più di un anno fa per una fuoriuscita di gas i veneziani hanno rischiato di fare la fine dei topi in trappola.
Noi naturalmente possiamo dire la nostra con le nostre armi, la musica (stiamo facendo un nuovo pezzo proprio su questo tema) e in questo caso con la copertina del disco. Naturalmente con l'ironia che ci è congeniale che ci ha fatto "ridisegnare" il petrolchimico come una cartolina di una splendida località balneare.
Come mai inserire in un CD una "rilettura" di due classici della canzone leggera italiana in chiave ska?
Sono pezzi dei giorni nostri (eh eh)… A parte gli scherzi ci è piaciuto molto il risultato e così abbiamo deciso di metterli nel disco, consapevoli che si tratta di due pietre miliari della canzone italiana, con le quali non era facile confrontarsi.
Avete mai suonato fuori dall'Italia?
La scorsa estate abbiamo suonato a Stoccarda ed è stato fantastico. Una cosa mi ha colpito molto. Era un festival della canzone italiana e assieme a noi c'erano Pippo Pollina (cantautore tipo Cammariere per chi non lo conosce) e un trio jazz. Il pubblico quindi era molto eterogeneo per stile, età, ecc... In Italia i ragazzi avrebbero ballato lo ska e disdegnato il resto, i più anziani avrebbero goduto del jazz ecc... Lì hanno tutti partecipato, in modo diverso a seconda degli stili, a tutti e tre i concerti. Con noi la piazza ha cominciato a ballare e non ha più smesso. Fantastico.
Naturalmente c'è voglia di tornare a suonare laggiù, speriamo di riuscirci. C'è anche forse l'opportunità di un piccolo tour in Sudamerica che naturalmente ci farebbe grandissimo piacere.
Quanto ha influito secondo voi sul vostro successo la diffusione della musica via Internet? Parecchia gente per esempio vi ha conosciuti tramite Vitaminic...
Credo che per un gruppo emergente internet apra grandissime opportunità. Certo ci deve essere anche della sostanza alle spalle, ma comunque ti permette di saltare spesso un sacco di passaggi, sia per quanto riguarda il pubblico, che per gli organizzatori di concerti o i discografici.
Molti parlano male di Vitaminic e ormai non è che una scatola vuota, però credo che per noi come per molti altri gruppi sia stato molto utile. Ad esempio ho visto come molta parte del pubblico conosca a memoria e richieda ai concerti "Veleno", che è uno dei brani che su Vitaminic ha avuto migliaia di download.
Però, diciamo la verità, il grosso del vostro successo è dovuto al video di "Uccidiamo Il Chiaro Di Luna"... Questo significa che la televisione ha comunque il suo immenso peso... Dove pensate sarebbero i Fahrenheit 451 se per caso non vi fosse venuta in mente l'idea di fare quel video-cartone animato?
Forse è da chiedersi sei i Fahrenheit 451 ci sarebbero ancora. Comunque non era facile in quel momento pensare di puntare sul video. Ci abbiamo perso un anno a farlo correndo il rischio che rimanesse poi in un cassetto. Onore al merito di quelli di Videomusic che ci hanno creduto e l'hanno scelto fregandosene di altri video di artisti molto più conosciuti. La stessa libertà devo dire che non c'è ora su altre televisioni (leggi MTV per esempio).
Ed in effetti voi siete molto famosi per i vostri divertenti video... Avete in mente qualche nuova idea per un futuro video? Sarà per un brano di "Greetings From Marghera"? Ci raccontate qualcosa?
Ovviamente intendiamo fare un video. Ci sono delle idee e abbiamo avviato dei contatti con varie situazioni, alcune più professionali altre meno, ma quello che ci interessa è creare un rapporto di sinergia con chi fa i video e lavorare ad un progetto comune.
Per chi non lo sapesse, ci fate un elenco di tutti i premi/buone classificazioni che avete ottenuto grazie ai vostri video in concorsi di tutto il mondo?
Sono talmente tanti che faccio un po' fatica. Comunque entrambi sono stati premiati al MEI, uno nel '99 e uno nel 2001 (ho le targhe appese in ufficio, per questo non me lo dimentico eh eh), "Uccidiamo Il Chiaro Di Luna" è arrivato secondo allo Europe Film Festival di Colonia, sbaragliando la concorrenza di oltre un migliaio di contendenti, e ci sono poi stati altri premi in Italia, uno ad Hiroshima ed uno in Olanda. Insomma il video ha girato molto più di noi.
Quali sono i vostri ascolti e le vostre influenze? Cosa ascoltate al di fuori di ska e simili?
Personalmente ascolto molto ska, insieme a Toni sono quello che lo ascolta di più in assoluto. Per il resto ho sempre ascoltato molta musica, per cui spazio molto, andando soprattutto a ripescare gruppi di qualche tempo fa. In generale gli ascolti dei Fahrenheit 451 sono molto vari.
Vi piacciono pseudo-ska band italiane come Meganoidi e Shandon?
Sono molto più vicino allo ska two tone, in cui c'è grinta ma non si arriva al punk. Dei due citati mi ha colpito la crescita degli Shandon, il penultimo disco suonava davvero bene, nulla da invidiare a gruppi stranieri per la qualità.
E cosa ne pensate dello ska più punk-eggiante dei Persiana Jones?
Rimango molto legato ad un concerto dei Persiana Jones a Mestre di almeno 10 o 15 anni fa. La loro energia e la voglia di divertire mi ha sicuramente spinto a formare un gruppo ska. Ora mi piacciono un po' meno, ma massimo rispetto per la loro coerenza e per quello che hanno rappresentato in Italia per lo ska (non ultima la compilation "Italian Ska Invasion").
Lo ska, come del resto tutti i stili musicali d'altronde, va ad "ondate"... Dopo il boom di metà anni '90, il genere si è decisamente "arenato"... Pensate sia ormai giunta l'ora di una nuova esplosione?
Magari. La mia impressione è che siamo ancora nell'onda di riflusso. Lo sviluppo di qualche tempo fa aveva fatto diventare lo ska un po' una moda. Tutti formavano gruppi ska, si organizzavano serate "ska" senza stare troppo a guardare chi ci suonava. Questo ha sicuramente abbassato la qualità delle proposte. Secondo me in questa fase si salveranno quei gruppi che hanno saputo crearsi una credibilità. Ci vorrà ancora un po' di tempo per una seconda ondata.
Nel 1996 è uscito per Nutty Life il vostro primo 45 giri. Cosa c'era di diverso in voi ed attorno a voi?
Per noi quel 45 giri è stato molto importante. C'era qualcuno che credeva in noi ed investiva in noi, ci ha dato una bella sferzata di energia per andare avanti, anche se era una cosa piccola. A quel tempo lo ska poi era quasi un oggetto misterioso, ci si sentiva davvero una nicchia. Mi fa piacere però quando in molti mi dicono che possiedono il disco e lo tengono da parte. Sicuramente, anche per il formato, resta una piccola "reliquia" di quei tempi.
E quanto era diversa la vostra formazione al tempo? Avete avuto molti cambi di line-up nella vostra carriera?
C'è uno zoccolo duro che resiste praticamente sin dall'inizio, ovvero il sottoscritto alla chitarra e alla voce, Toni al basso, Roberto tastiere e voce e Franco alla tromba. Per il resto ci sono stati negli anni dei cambiamenti ma il fatto che ci fosse un nucleo solido, in particolare quello che normalmente compone, ha permesso di dare una continuità al lavoro, anche se naturalmente si sente l'influenza di chi suona. Ad esempio ora alla batteria c'è Christian, che proviene dal reggae e naturalmente dal vivo è cambiato il sound del drumming rispetto al suono di Marco che ha registrato il disco. Anche i fiati sono cambiati rispetto al disco. Assieme a Franco e ad Alessandro al sax contralto ora c'è Alberto al sax tenore e l'inserimento anche di Francesco al trombone. Ora la sezione a quattro dal vivo spinge davvero un casino.
Tu hai un passato musicale pre-Fahrenheit 451 piuttosto importante... Ci racconti bene di cosa si tratta? Ho sentito di film di Dario Argento, dischi per la Ricordi, ecc...
Devo dire con malcelata soddisfazione che con i progetti musicali che ho seguito sinora hanno raggiunto sempre dei buoni risultati. Quello a cui ti riferisci tu in particolare si chiamava Definitive Gaze, con cui ho fatto due dischi, uno dei quali appunto per la Ricordi. Ma già il singolo del brano precedente "Wire Blaze" aveva avuto la fortuna di essere scelto da Dario Argento nel 1988 per una sua produzione, ovvero "La Chiesa" di Michele Soavi, tra l'altro esordio cinematografico di una adolescente Asia Argento. Devo dire che andare al cinema e leggere il proprio nome nei titoli di coda assieme a quello di gente come Keith Emerson o Philip Glass faceva una grandissima sensazione. Ancora oggi mi arrivano i diritti d'autore, lo 0,0000001 per cento. Non mi sono arricchito quindi ma resta una dei ricordi più belli delle cose fatte prima, assieme al tour con Steve Wynn e con i Charlatans.
a cura di Giamma
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