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Intervista agli Evolution So Far
Gli Evolution So Far si stanno imponendo come una delle migliori realtà hardcore italiane grazie ai continui (nei limiti del possibile qui in Italia) e rabbiosi concerti ed ad un album spaccasassi, "The Armies Of Bitterness",
uscito ormai da qualche mese ma che di sicuro continua ad essere nei lettori CD degli appassionati del genere. Intervista a Francesco, bassista del gruppo.
Parlateci un po' di come vi siete formati, da quanto tempo suonate, quali sono i vostri punti di riferimento musicali...
Ci siamo formati durante l'estate del 2001, anche se quasi tutti avevamo già suonato insieme in diversi altri gruppi. Musicalmente, prendiamo spunto soprattutto dal punk hardcore americano degli '80, più qualche gruppo più recente tipo Good Riddance, Kid Dynamite, Born Against, Strike Anywhere, Paint It Black. E ovviamente anche tutto quello che è uscito di buono dalla scena hardcore italiana.
Provenite da La Spezia: com'è la scena dalle vostre parti ed in tutta la Liguria in particolare, in termini di strutture, e quali sono i rapporti (se ci sono) con le altre band liguri?
La scena di Spezia ultimamente è in espansione, ci sono parecchi gruppi che rappresentano gran parte dei sottogeneri del punk. Anche la scena di Genova mi pare in crescita, anche a giudicare dal maggior numero di gente che ultimamente ho visto ai concerti. Riguardo al ponente ligure non ti so dire molto, so che c'è qualche buon gruppo ma per un motivo o per l'altro non siamo mai riusciti a suonare da quelle parti e non abbiamo molti contatti. A livello di strutture, se intendi posti per suonare non è che ce ne siano troppi… A La Spezia in particolare c'è un solo locale che da anni si sbatte per organizzare concerti e supportare le realtà locali, La Skaletta Rock Club. I rapporti con le altre band liguri sono buoni, in particolare apprezziamo e stimiamo Manges, Kafka, Downright ed Army Of Angry Youth.
Sia lo split in compagnia dei For I Am Blind che il vostro primo full-length sono stati prodotti dalla Nh-N, etichetta che sta avendo ampi riscontri a livello italiano ed europeo in generale; come è nata questa
collaborazione, come si è sviluppata e come stanno andando le cose con loro?
E' nata alla solita vecchia maniera: gli abbiamo spedito un demo, a Fra è piaciuto, ci siamo conosciuti, abbiamo parlato e abbiamo deciso di collaborare. I rapporti sono ottimi, ci si sbatte per darsi una mano a vicenda e tutte quelle belle cose lì.
Sempre a proposito del vostro ultimo lavoro in studio ("The Armies Of Bitterness") è stato registrato a settembre dell'anno scorso all'Elfo Studio di Tavernago: quanto tempo vi hanno occupato le registrazioni e come è andata, nel suo complesso, questa esperienza?
Le registrazioni sono durate la bellezza di otto giorni, durante i quali abbiamo vissuto in delle tende piantate nel campo di fianco allo studio. Una bella esperienza, ci siamo divertiti. Parlando dei risultati, il suono che è uscito fuori non è esattamente quello che vorremmo, probabilmente è un po' troppo freddo e plasticoso per i nostri standard, ed in futuro cercheremo di ottenere dei suoni più sporchi e più aggressivi. In ogni caso, tenendo conto che era la prima volta che entravamo in studio con intenzioni serie, siamo abbastanza soddisfatti.
Come qualsiasi band hardcore, immagino preferiate la dimensione live rispetto al lavoro in studio...
Sì, decisamente, ci troviamo più a nostro agio. C'è più energia, c'è più adrenalina, sei totalmente coinvolto nella situazione e fai tutto quello che ti viene di fare. Non che stare in studio sia brutto, ma sicuramente ci da meno emozioni.
Recentemente siete andati anche in tour in Europa: com'è andata? L'accoglienza?
E' andata molto bene, ripartirei adesso. Suonando tutte le sere, convivendo a stretto contatto 24 ore su 24 e macinando migliaia di chilometri si crea un'atmosfera molto particolare, che non ti so descrivere con precisione, ma che di sicuro ti fa stare bene. L'accoglienza è stata migliore del previsto, certo alcune date sono andate meglio ed altre peggio, ma nel complesso non c'è serata della quale mi possa lamentare.
Il 31 ottobre avete suonato alla festa dei 10 anni dei Kafka. Com'è il vostro rapporto con loro e con le altre band italiane? Con quali siete più amici?
Il 31 ottobre è stata una gran giornata, sono molto contento del modo in cui i Kafka sono riusciti a festeggiare il loro 10° compleanno. Come ti dicevo prima, con loro abbiamo ottimi rapporti, Matteo in particolare li conosce da una vita, è stato anche il loro roadie per i primi tour. In Italia ci sono diversi gruppi con cui ci troviamo bene e che ci piacciono, a partire dai compagni di etichetta Red Car Burns, Coffee Shower e Nitrojuice, e poi Tear Me Down, Strength Approach, Die!, La Crisi, Fall Out, Downright, Never Was, Coloss...
Manuel ha da poco lasciato la band. Ci presentate il suo sostituto, Kei? Vi trovate bene con lui? E' cambiato qualcosa nel modo di scrivere e/o concepire la musica che suonate?
Con Kei ci troviamo benissimo, è entrato subito perfettamente in sintonia con tutti, e ha molta energia e voglia di fare. Si è trovato a dover imparare ed adattare al suo modo di suonare tutti i pezzi in meno di un mese, per partire per il tour, e se l'è cavata egregiamente. Sicuramente cambiare un elemento è qualcosa che influisce sul modo di scrivere i pezzi, soprattutto visto che di solito le canzoni le scriviamo e arrangiamo tutti insieme in sala prove, però non so ancora dirti esattamente quale direzione possa prendere la cosa, visto che non abbiamo ancora scritto molto materiale con lui.
Nei vostri testi c'è tanta rabbia e impegno politico: cosa ne pensate dell'attuale situazione internazionale e dei fautori di tutta questa violenza? Ma soprattutto, quali potrebbero essere per voi le possibili soluzioni a queste follie?
Dunque, direi che butta bene, vediamo un po': la guerra permanente sembra essere permanente sul serio, la dottrina della guerra preventiva è destinata ad essere utilizzata per assicurarsi il controllo delle risorse in altri paesi, gli interessi geo-politici dell'Impero faranno scorrere altri fiumi di sangue, il terrorismo ovviamente non diminusce, altrettanto ovviamente non gliene frega un cazzo a nessuno perché il terrorismo reale non è importante come il discorso sul terrorismo e tutte le porcate che legittima e permette, Bin Laden sembra sempre di più Goldstein in "1984", gli Stati Uniti si preparano a cercare di fottere la Cina, la Cina ha le bombe atomiche, il neo liberismo oltre a fare danni in giro per il mondo sta stuprando dall'interno i paesi occidentali, lo stato sociale tra un po' lo vedremo solo in cartolina, la coscienza di classe è esplosa in miliardi di frammenti, le ideologie si sono suicidate, l'incertezza si gode il suo trionfo, i professionisti del marketing hanno appaltato le nostre paure e i nostri desideri, i media costruiscono il significato della realtà, il consumismo come stile di vita copula selvaggiamente con il consumo di stili di vita ed io ho paura di vedere che razza di figlio generano, la nostra cultura è chiaramente tossica, la gente inizia a pensare che il Prozac sia una soluzione ragionevole, la gente ha voglia di crociata, gli esseri umani sono spaventosi, l'ecosistema pare essersene reso conto e galoppa con furia vendicativa verso il collasso, io ho rinunciato anche solo all'idea di inserire tutto questo in un qualsiasi quadro logico. Ti giuro che mi piacerebbe tanto dirti quale potrebbe essere la soluzione. Se ti viene in mente fammi un fischio.
Quali progetti avete per i prossimi mesi? Avete già in cantiere nuovi pezzi o nuove idee per un eventuale nuovo album? Sarà ancora per Nh-N?
Nessun progetto particolare se non suonare in giro il più possibile e scrivere con calma nuove canzoni. Magari fare uscire un 7". Sì, immagino che il prossimo disco sarà ancora per Nh-N.
Per finire, dove potranno essere gli Evolution So Far tra 10 anni?
Al 20° compleanno dei Kafka. Magari nel frattempo avremo anche imparato a suonare.
a cura di Franz
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