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Intervista agli Ephen Rian

Con il loro primo EP ufficiale, "The Special Referendum", a breve in uscita per Wynona Records, gli Ephen Rian si apprestano a lanciare il loro grido da una nazione, l'Austria, non certo rinomata per le sue produzioni discografiche. Ma loro dimostrano, ancora una volta, che ogni angolo di mondo nasconde valide formazioni che non aspettano altro che qualcuno si accorga di loro e le lanci al fianco dei grandi nomi della scena mondiale. Intervista agli Ephen Rian (per voce del bassista Peter Mayer), nuova scommessa di una Wynona Records sempre più internazionale.

Novembre 2005

Chi sono gli Ephen Rian e da dove vengono?
Molto semplice! Veniamo tutti dalla stessa piccola cittadina, Großraming, nell'Austria settentrionale. Non e' stato facile trovare cinque persone e riunirle in un solo gruppo e infatti abbiamo passato cinque batteristi prima di raggiungere una formazione stabile. Klaus ha 22 anni, è il cantante ed il più superattivo sul palco; Markus è invece il piu' giovane, ha 19 anni ed è l'unico che vive ancora nella cittadina dove siamo nati perché sta svolgendo il servizio civile. Manuel, il batterista, è il piu' vecchio, vive a Vienna con il nostro cantante. Stefan suona la chitarra e urla nel microfono, studia a Salisburgo come faccio io, Peter, e inoltre provo a suonare il basso. Penso che il fatto di provenire dalla stessa cittadina sia un fattore positivo perché ci ha permesso di conoscerci al meglio, e quindi affrontiamo i tour con la giusta maniera. Sarebbe strano avere degli estranei seduti a fianco a me in furgone...

Che tipo di muscia suonate? Cercate di descriverla.
Hmmmm, molto melodica direi ma anche molto heavy-core... Intenso hardcore mi piace come definizione, ma direi che il miglior modo per capirlo è quello di vederci sul palco o ascoltare il nostro CD, anche se penso che tra le due cose si noti qualche differenza.

Raccontateci qualcosa circa la fase di registrazione del vostro nuovissimo CD-EP, "The Special Referendum".
"The Special Referendum" è stato registrato in 7 giorni e mixato in 2, quindi è stato tutto molto veloce. Studiavamo la mattina, quindi si registrava solo il pomeriggio e la sera. Armin Breuer non ha dormito notti intere e non credo sia contento di riascoltare il disco perché alcuni pezzi provengono dal nostro primo demo e abbiamo impiegato circa un anno per scriverli e arrangiarli... A parte gli scherzi, il CD è stato registrato nel salotto di Armin perchè non c'era la possibilità di registrare in un costoso studio, ma il risultato in fondo ci piace anche se si potesse cambierei alcune cose. Il lavoro è stato poi spedito alla Wynona Records che ha provveduto a spedirlo ai Capitol Studios di Hollywood per la masterizzazione.

Pensate che i brani di "The Special Referendum" siano diversi dai vostri precedenti?
Penso che ci sono sicuramente delle differenze tra "Heroes Don't Ask Why" e "The Special Referendum". Le canzoni si sono sviluppate ed arricchite. Per esempio, "Watch The Skyline" e "Déjà-Vu Dreams" sono una vecchia ed una nuova canzone e, anche se hanno due stesure diverse, calzano perfettamente nello stesso CD.

Cosa conoscete dell'Italia?
E' una bella nazione, la pizza, la pasta e le ragazze ovviamente. Musicalmente parlando conosciamo ottime formazioni italiane con cui è stato un piacere dividere il palco: 9mm, Forty Winks, Vanilla Sky. Ho avuto l'impressione però che non ci sia in Italia una grande scena underground. Correggetemi se sbaglio, ma ho avuto la sensazione che i ragazzi più giovani ad esempio preferiscano la dance o la techno...

Preferite suonare in un grande festival o nei piccolo club?
Preferisco suonare nei piccoli club, dove la gente è vicina al palco come faccio io quando assisto ad un concerto e cerco di stare vicino e di fronte lalla band che sta suonando. Per sentire il potere e la forza che ogni band sprigiona.

Conoscetete qualche grande band europea?
Qualche? A migliaia! Per cominciare in Italia ci sono i The Antimaniax, poi i Red Lights Flash, gli Estate, The Plague Mass, JAN Feat e altre ancora. Dall'inghilterra i Tribute To Nothing, in Germania i Days Of Grief, i Fire In The Attic… Ci sono tantissime bands meravigliose che rischiano di non farsi notare se non le andiamo noi a cercare... Poi ancora i Disco Ensemble, i Deep Insight dalla Finlandia...

Cosa ne pensate della scena europea e quali differenze trovate con quella degli Stati Uniti?
Io penso che il mercato europeo per questo genere di musica è sicuramente limitato se messo a confronto con quello statunitense. I ragazzi negli Stati Uniti vivono totalmente la scena alternativa, della quale sappiamo tutto, ed è anche per questo che sembra più grande. Ma corrono il rischio di saturare l'audience con musicisti perfetti e il caos totale sul palco. Per loro arrivare anche in Europa è facile, con la loro immagine e le loro pubblicità, ma penso che la varietà di bands europee e la loro bravura non tarderà a venire fuori, e noi non potremmo più ignorarle!

Come ti senti se la tua musica circola illegalmente su internet?
Sono molto interessato a come la musica si diffonda velocemente su internet. Perfino il nostro CD-EP era su internet lo stesso giorno in cui io l'ho ricevuto! Ho un aneddoto al riguardo: ad un nostro concerto una sera un ragazzo mi ha chiesto espressamente se il nostro primo demo era in vendita. Gli ho risposto di no, ma gli ho anche detto che il nuovo CD contiene sia le nuove che le vecchie canzoni. Mi ha risposto che aveva già scaricato il CD-EP. La cosa buffa è che noi lo avevamo ricevuto ieri a casa nostra!
Comunque... Non sono contro la condivisione on-line perchè aiuta specialmente le piccole band come siamo noi ad emergere e farsi conoscere. Ma la gente deve anche comprendere che non stiamo guadagnando con la nostra musica e l'unico modo per affrontare i costi di un tour è comprare il merchandise, maglietta o CD che sia. Se volete ancora vedere le band sul palco dovete comprare la loro merce!

Pensate che questo tipo di muscia possa cambiare o aiutare il futuro del mondo? Credete in organizzazioni tipo PunkVoter di Fat Mike?
Sono certo che la musica può ispirare le persone ed aiutarle a modificare il loro futuro e quello degli altri. Penso anche che i musicisti e i cantanti debbano stare attenti però a quello che dicono, possono avere molta più influenza di quanto possano pensare... Specialmente i ragazzini vedono nelle loro band degli eroi e in questo senso organizzazioni come quella possono avere un giusto peso.

Quali altri progetti ci sono in cantiere per gli Ephen Rian per il futuro, a parte i tour? Avete in mente un video?
Stiamo decidendo per un video, ma non abbiamo ancora deciso per quale pezzo. I nostri piani sono suonare, divertirci e fare quello che più amiamo fare, cioè tutto questo!

Qualcosa da aggiungere?
Venite a vederci sul palco e costruitevi una vostra opinione su di noi. Beviamoci una birra insieme e naturalmente visitate www.ephenrian.com e www.myspace.com/ephenrian Grazie per questa opportunità!



a cura di Steve (Wynona Records)