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Intervista agli Enemy Alliance
Gli Enemy Alliance hanno appena prodotto il loro primo lavoro, ma non sono certo dei novellini. Il gruppo nasce dalla confluenza di ex membri di Satanic Surfers e Venerea, due band svedesi dalla grande esperienza e fama internazionale. Sono proprio un esponente per ognuno dei due gruppi, rispettivamente il batterista Rodrigo Alfaro ed il cantante Andreas Flygare, a rispondere alle domande.
Come è nata l'idea di creare gli Enemy Alliance?
Flygare: Credo che l'idea sia emersa per la prima volta mentre eravamo in tour assieme, Satanic Surfers e Venerea. Abbiamo cominciato a prospettare l'idea di creare un nuovo gruppo, perché io volevo solamente cantare e non suonare la chitarra. Rodrigo al contrario voleva dedicarsi esclusivamente alla batteria e smetterla di cantare. Questa è la semplice storia di come sono nati gli Enemy Alliance.
Perché avete scelto gli Indecision Alarm come band con cui condividere lo split?
Flygare: Li abbiamo conosciuti suonandovi assieme, soprattutto i Satanic Surfers hanno diviso spesso il palco con loro.
Rodrigo: Sì, erano nostri ottimi amici. Avevamo già ipotizzato da parecchio tempo di produrre qualcosa insieme: per molti anni abbiamo fatto concerti insieme con quest'idea, ma non era mai capitata l'occasione buona. Poi, improvvisamente, ci siamo trovati ad avere, quasi in contemporanea, nuovi progetti da proporre: noi avevamo un nuovo gruppo, loro altrettanto, quindi ci è sembrato naturale il fare un disco insieme.
Quando pensate di pubblicare il vostro primo album?
Flygare: L'anno prossimo.
Rodrigo: Sì, sicuramente uscirà in un periodo da stabilire l'anno venturo.
Cosa ne pensate della scena punk svedese?
Rodrigo: Personalmente penso che in questo periodo sia di altissimo livello. In generale, forse la migliore di sempre. C'è un forte interesse verso il punk e l'hardcore, non solo verso gli stili più melodici del genere, ma per il punk nella sua totalità espressiva e ritengo che tutto questo sia estremamente positivo.
Flygare: Inoltre nascono di continuo nuove band, spesso melodiche e connesse con lo skateboard, che intrattengono forti legami fra di loro e ne stringono di nuovi. Questa di cui stiamo parlando è una nuova generazione, diversa rispetto alla nostra, che giorno dopo giorno aumenta di numero e che condivide una forte passione per il genere. In Svezia la scena del punk melodico è stata in coma per molti anni, ma ora grazie ad una diffusione undergorund sta rifiorendo.
Cosa ne pensate invece della scena italiana? C'è qualche gruppo in particolare che apprezzate?
Flygare: Conosco soprattutto gruppi degli anni ‘80.
Rodrigo: Sì, anch'io conosco poco la scena attuale, mentre, parlando dei due decenni scorsi, mi vengono alla mente nomi quali Negazione e Indigesti. Per la verità c'è un nuovo gruppo che ci ha colpito positivamente, i L'Amico Di Martucci, ragazzi residenti nei pressi di Venezia che suonano hardcore.
Nel brano "Vultures", presente nello split, sostenete che la musica, al giorno d'oggi, è divenuta esclusivamente un business. Come mai?
Flygare: Vorrei spiegare meglio la questione. Nessuno intende criticare le persone che suonano, che hanno passione, ma io penso che il business sia la parte peggiore della musica ed ad esso venga fornita un'importanza eccessiva. Durante questi anni, nella mia esperienza, ho visto molte cose, vissuto innumerevoli situazioni diverse, ed il business mi ha fatto inorridire.
Sempre parlando dello split, in svariate canzoni trattate il tema del condizionamento delle masse. Voi credete che al giorno d'oggi esista ancora piena libertà di pensiero oppure potenzialmente i media possono forzarci ad avere determinate opinioni?
Flygare: [attimi di silenzio] I media hanno sicuramente un potere molto forte, ma non sarei in grado di rispondere.
Rodrigo: Spesso i media vogliono difendere una posizione politica: è infatti difficile trovarne uno con una posizione che sia realmente onesta e veritiera. Sì, ritengo quindi che sia possibile che tentino di influenzare il nostro pensiero, ma credo altresì che le persone abbiano la possibilità di vedere al di là di quello che gli viene propinato, e poi decidere di conseguenza cosa scegliere di credere. Anche se in certe occasioni non è affatto semplice.
In altre canzoni parlate di ghettizzazione e miseria. Credete nell'uguaglianza delle persone oppure secondo voi esistono ancora forti divisioni di classe?
Flygare: Personalmente credo che alle persone dovrebbe essere conferita pari dignità, ma frequentemente la divisione in classi di diversa importanza continua anche al giorno d'oggi. Spesso è sufficiente uscire di casa per averne la prova.
Cosa significa la musica per voi?
Rodrigo: La musica è qualcosa che mi diverte, che mi piace, sia da ascoltare che da suonare.
Mentre suonare con gli Enemy Alliance che significato ha per voi?
Flygare: Credo che la parte che mi piace di più sia l'andare in tour. Io e Rodrigo viviamo questo tipo di vita da più di dieci anni, per noi è un lavoro; un lavoro strano, a dire il vero. Può capitare di sentire nostalgia di casa andando molto lontano e magari di perdere anche dei soldi invece che guadagnarne: insomma, qualche volta desideri di smettere di girovagare. Alla fine però ti rendi conto che ogni volta che si va in tour è un'esperienza stupenda e, per quanto tu possa essere realmente a pezzi se ti accadono cose negative, appena torni a casa vorresti ripartire subito.
Che progetti avete per il futuro degli Enemy Alliance?
Rodrigo: Produrre il nuovo CD, pubblicarlo l'anno prossimo e riprendere il tour nella speranza di fare più date e suonare in più posti possibili.
a cura di Paolo Magarini
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