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Intervista ai Derby Crash

Darby Crash, mitico leader dei Germs nonché uno dei "martiri" del primo punk, continua a vivere in una band milanese: sono i Derby Crash, che con il loro nome vogliono rendere omaggio al mitico leader della band di Los Angeles. I Derby Crash suonano un punk ispirato ai leggendari suoni dello storico '77, e sono in procinto di registrare il loro secondo vero demo. Giò, il bassista, ci ha svelato tutti i segreti della band.

Giugno 2003

Il vostro nome deriva da quello del mitico leader dei Germs ormai scomparso, Darby Crash. Perché avete deciso di utilizzare il suo nome per il vostro gruppo?
Inizialmente non avevamo un vero e proprio nome. Abbiamo cominciato a suonare delle cover dei Misfits così per divertirci. Quando poi abbiamo sentito l'esigenza di comporre pezzi nostri abbiamo deciso di trovare un nome che ci piacesse veramente e che suonasse come un tributo al '77. Darby Crash è diventato, insieme a Sid Vicious, il mito della blank generation a soli 22 anni. Ma mentre il bassista dei Sex Pistols lo ricordano praticamente tutti, il cantante dei Germs è rimasto circoscritto per lo più solo all'ambiente punk losangelino. Inoltre Darby è morto il 7 dicembre 1980, il giorno prima dell'assassinio di John Lennon , e quindi ci sembrava doveroso come tributo chiamarci con il suo nome per ricordarne la scomparsa (dato che, invece, la morte di John è molto più celebrata). Solo dopo pochi mesi abbiamo modificato la prima vocale trasformando il nome da Darby Crash in Derby Crash, così che rimandi anche alle distruttive gare automobilistiche di cui siamo appassionati.

Quali sono i gruppi che ascoltate di più attualmente? Non ci credo che anche voi ascoltate emo...
I gruppi sono diversi per tutti i componenti della band: abbiamo iniziato ascoltando Germs, Ramones, Clash, Generation X e Misfits (naturalmente) passando poi ai Social Distortion, Minor Threat, Black Flag, Exploited, Stray Cats, Police per arrivare ai più recenti Turbonegro, Dwarves, Pennywise, The Bones, Travoltas e Transplants mentre Elvis e Buddy Holly rimangono dei punti di riferimento fondamentali. Ci sono anche degli ottimi gruppi italiani che ci piacciono molto come Berenice Beach, Gerson, Genitalz, Crooks, Peawees, Rappresaglia, Bevera Hills, Black-Out, Gradinata Nord, Kalashnikov, Sbirros.

A proposito, cosa ne pensate dell'emo?
L'emo, sinceramente, non abbiamo ancora ben capito cos'è. Se ti riferisci ai soliti gruppettini modaioli allora ok; li abbiamo inquadrati… ma ci sono delle ottime band definite emo che fanno davvero la differenza rispetto a tutti gli altri come i già citati Genitalz e gli statunitensi Sugarcult.

Il vostro è un genere che andava "di moda" un po' di tempo fa... non vi sentite comunque fuori luogo oggi? O ne andate fieri?
Se il punk per noi fosse una moda allora faremmo meglio a suonare crossover che va tanto per la maggiore in questo periodo. Tutti quelli che pensano che il punk sia una moda sono esattamente quelli che all'inizio degli anni novanta erano metallari, poi sono diventati degli accaniti sostenitori di Kurt Cobain, poi si sono trasformati in punk grazie alla "rivoluzione" creata da Green Day & Co. e adesso vanno in giro con il cappellino alla Fred Durst e la magliettina dei Linkin Park. Noi amiamo definirci "punk" sia per la musica che ascoltiamo e suoniamo, sia per il pensiero positivo che essa porta: delle mode musicali ce ne sbattiamo altamente.

A che punto è il nuovo demo? Cosa si devono aspettare i vostri fans?
L'incisione è terminata. Nei cori delle canzoni hanno partecipato amichevolmente Fabrizio e Ettore dei Crooks e Steve dei Gerson; quest'ultimo ha curato anche il mixaggio al Malibù Studio di Milano. Ora ci manca il lavoro di cover art e la conclusiva masterizzazione. I nostri fans (che poi sono le nostre ragazze, qualche amico e noi stessi) si possono aspettare una maggiore personalità compositiva e delle sonorità meno grezze rispetto al precedente demo. Inoltre il suono è più curato rispetto al precedente grazie ad una produzione migliore.

Allora state cercando un nuovo chitarrista... perché avete deciso solo ora di aggiungere un'altra chitarra?
Stiamo cercando un altro chitarrista per poter creare un muro di suono più potente e più completo. Inoltre vogliamo migliorare la nostra proposta musicale.

Di cosa parlate nei vostri testi? Classiche liriche settantottine (ribellione, anarchia, ecc) o parlate anche di emozioni (amore, amicizia, ecc)?
Di solito scriviamo i testi in base all'ispirazione dettata dal momento o da una situazione piacevole o spiacevole che vogliamo raccontare. Io e Marco (il chitarrista) essendo grandi fans dei Misfits vorremmo scrivere qualche canzone che rimandi alle liriche orrorifiche del quartetto di Lodi ma gli altri due bastardi non ne vogliono sapere. Così quando anche loro propongono dei testi di protesta violenta in stile Crass, noi gli tarpiamo le ali… A parte questi piccoli screzi, cerchiamo di bilanciare le due cose: testi reazionari ma anche liriche da prendere meno sul serio.

Come va coi concerti? Riuscite ad esibirvi di frequente?
Per i concerti abbiamo la fortuna di avere l'aiuto, sia in passato che adesso, dei Berenice Beach e del collettivo del C.S.O.A. Garibaldi, di cui Koto (batterista) fa parte, perciò è anche soprattutto grazie a loro che troviamo delle date.

Qual è il posto più lontano fino al quale vi siete spinti?
Lo scorso 12 aprile ci siamo spinti insieme a Gerson e Los Sorciomarcios fino al C.S.A. Immensa di Genova: più che un concerto è stato un delirio alcolico. Per il futuro contiamo sull'appoggio di Simon Rankin, ex chitarrista e bassista degli U.K. Subs, che abbiamo conosciuto all'ultimo nostro concerto: gli siamo piaciuti e quindi ci ha proposto di suonare ad un festival che ha intenzione di organizzare prossimamente.

Tra le vostre biografie sul vostro sito mi sembra di capire che ci sia un quinto membro... Did (Devil In Disguise), o Stitch, o Experiment 626... ci spiegate per bene cosa significa?
Sì, dunque: DID è lo spirito di Elvis che si è incarnato nel piccolo alieno e rappresenta la nostra volontà di proseguire il mito del Re nella costellazione del rock 'n' roll seguendo il segnale di Stitch che arriva dall'alto dei cieli per illuminarci… O meglio: questa risposta l'ho sparata a caso; in realtà è stato inserito da Koto che è un appassionato del film Disney.

"Get Ready!", il vostro secondo demo, è disponibile da scaricare per intero e gratis sul vostro sito. Perché questa decisione?
Le 100 copie di "Get Ready!" che avevamo a disposizione sono terminate nel giro di poco, così su richiesta di alcuni che non lo avevano abbiamo deciso di renderlo scaricabile dal sito, in modo tale da renderlo accessibile a tutti.

Cosa ne pensate della musica su internet? E' davvero un danno per i gruppi "famosi" che i ragazzi si scarichino i loro cd? E per quanto riguarda la bands emergenti?
Diciamo che è una lama a doppio taglio perché da un lato è utile alle band emergenti per farsi conoscere e per dare la possibilità di rendere accessibile la propria musica a tutti gli amanti di un determinato genere. Tuttavia quando la gente inizia a scaricarsi gli album interi è ovvio che diventa un danno per gli artisti più conosciuti. Comunque rimangono in moltissimi quelli che vogliono il disco originale con copertina, testi e booklet perciò non credo in tutta questa campagna antipirateria che fanno le major. Anche noi ci scarichiamo canzoni in formato mp3 per capire che genere di musica fa una band e se il gruppo in questione ci piace veramente compriamo il disco; anche perché come qualità audio c'è una differenza abissale.

Sal Rinella dei Berenice Beach vi ha aiutati all'inizio... In che modo di preciso?
Sal ci ha spronato con bestemmie ed insulti ed ha suonato nelle vesti di batterista: gli siamo grati per entrambe le cose. Ha anche scritto qualche pezzo. Dopo pochi mesi, non trovando il cantante adatto, abbiamo deciso che lui sarebbe passato al microfono e qualcun altro alle pelli. Tramite una nostra amica siamo entrati in contatto con Francesco (soprannominato Cinzio), un metallaro che suonava la batteria in maniera inversamente proporzionale a come suonavamo noi i nostri strumenti: era un mostro di bravura. Dopo qualche mese però ha dovuto abbandonarci per motivi scolastici.

Aveva un nome il primo demo che avete registrato per partecipare al concorso "Pagella Rock"?
Noi amiamo considerare il primo demo ufficiale "Get Ready!" perché l'altro era solo un'incisione gratis scroccata al Jungle Sound; infatti non ce ne fregava niente di partecipare a "Pagella Rock". Abbiamo pregato il mixerista di farci una copia di straforo e così l'abbiamo portato fuori. I quattro pezzi erano stati registrati in maniera grezzissima in presa diretta.

Quei brani sono stati poi inclusi in "Get Ready!"?
In "Get Ready!" è stato ripreso solo "Tell Me Wow", scritto da Sal Rinella mente un altro brano (sempre scritto da Sal) è stato ri-arrangiato e inciso nuovamente per essere inserito nel nuovo demo che deve ancora venire alla luce. La canzone "Never Inside My Mind" doveva anch'essa essere re-incisa ma non abbiamo fatto in tempo. Inoltre ci sono state delle controversie su quali temi dovesse trattare il testo perciò abbiamo deciso di rinviare la discussione a data da destinarsi. Sarà sicuramente aggiunta nel prossimo lavoro, anche se per ora è disponibile un videoclip grezzo della prima versione del pezzo scaricabile dal nostro sito. L'ultimo pezzo invece abbiamo deciso di buttarlo nel cesso: non valeva la pena nè modificarlo nè tanto meno continuare a suonarlo.

Agli inizi del 2000 vi eravate sciolti. Dopo due anni vi siete riformati. Cosa vi ha dato la spinta per ricominciare?
Io e Marco non avevamo bisogno di una spinta per ricominciare ma di un batterista e di un cantante. Infatti ci siamo sciolti per forze di causa maggiore: Sal era (ed è tuttora) impegnatissimo con i Berenice Beach mentre Francesco doveva pensare alla propria carriera lavorativa. Dopo un anno di pausa abbiamo cosparso e distribuito volantini per Milano alla ricerca di due nuovi componenti, con la seria intenzione di ricominciare. In questo modo abbiamo trovato Koto e Stè che erano rispettivamente batterista e bassista dei C.B.&F., una ska-core band, e abbiamo dato vita al secondo periodo dei Derby Crash (anche se inizialmente la scelta di tenere lo stesso nome è stata dubbia).



a cura di Giamma