|
Intervista ai Coffee Shower
I Coffee Shower, band della Nh-N che ha da qualche mese rilasciato uno split con i Dependent, hanno risposto a qualche domanda e si sono dimostrati dei grandi chiaccheroni soprattutto quando si tratta di parlare dell'attitudine punk: questi
quattro ragazzi de L'Aquila sono infatti più punk di quanto si possa immaginare...
Allora cosa stanno facendo ora i Coffee Shower?
Pierluigi: Tra lavoro, studio e psicosi varie, stiamo componendo, molto lentamente, brani nuovi e cerchiamo di suonare in giro il più possibile.
Fausto: Siamo tutti e quattro in preda al panico per conciliare vita quotidiana (lavoro, studio, famiglie varie, eccetera) e musica.
L'Aquila non è certo famosa per la sua scena punk... Ci parlate un po' di come si vive nella vostra città? Ci sono locali in cui è possibile assistere a buoni concerti? Le grandi band passano dalle vostre parti? Come sono i gruppi? Raccontateci qualcosa insomma...
Edoardo: Tema: L'Aquila. Svolgimento: L'Aquila è una tranquillissima cittadina universitaria situata ad ovest del Gran Sasso d'Italia, che vive e prospera grazie alle tasse degli studenti e ai contributi regionali e provinciali. La secolare presenza e l'incredibile ricchezza del clero locale ha fatto sì che gli abitanti potessero vivere pacificamente e in grazia di Dio, repressi e asfissiati da una cappa cattolico-conservatrice generatrice d'odio, di disprezzo e di razzismo ma comunque capace di trasmettere i valori portanti sui quali si fonda una vera società civile occidentale: la sottomissione e la paura del diverso. L'eccessivo benessere diffuso ha fatto sì che, tra i cittadini-sudditi dei nazicattolici, la chiusura di un Polo elettronico ed il conseguente licenziamento di più di un migliaio di operai, potessero essere vissuti con una serenità fuori dal comune, e con una speranza nei confronti dei politicanti locali sempre maggiore. Una presenza sproporzionata di forze dell'ordine inoltre permette di eccetera, eccetera, eccetera.
Pierluigi: Per concludere il tema di Edo: si sveglierà un giorno L'Aquila?
Fausto: Oh raga! Non rompete il cazzo! Eheh... Io alla fine a L'Aquila ci sto benissimo, ahahah...
Siete stati in tour con i Dependent, vostri compagni di split. Come vi siete trovati con loro? Vi piace la loro musica? E' un po' più aggressiva della vostra...
Pierluigi: Con loro s'è instaurata subito una forte amicizia; musicalmente ci sono delle differenze tra noi e loro, noi più punk rock, loro portati più per l'hardcore old school. Mi piacciono parecchio e dal vivo sono degli animali da palco!
Fausto: Sono amici, abbiamo diviso con loro molto, anche situazioni difficili... E' la cosa più bella e gratificante del suonare in giro, conoscere persone splendide che come te si muovono in questo sottobosco del rock'n'roll e si dannano l'anima per realizzare anche i più piccoli progetti e se poi da ciò nasce l'amicizia, allora è perfetto!
Con loro siete stati anche in tour in Olanda, nella loro patria. Quanto sono conosciuti loro lì, e come siete stati accolti voi dal pubblico?
Pierluigi: I Dependent non sono popolari quanto gli Undeclinable, ma hanno il loro numeroso séguito. Il pubblico olandese è fantastico: vedere ragazzi che ballano e si divertono anche quando sul palco c'è una band che non conoscono minimamente fa davvero molto piacere!
Fausto: Devo dire che l'accoglienza della gente è stata fantastica! Ho ancora delle immagini bellissime dentro di me dei concerti che abbiamo fatto in cittadine come Breda, Steenwjik o Castricum... Peccato però che se suoni nei giorni infrasettimanali e non sei una star e magari il promoter o il club non si è dannato l'anima per fare la pubblicità, beh la gente è poca, proprio come in Italia...
Quando contate di tornare in tour in Europa?
Pierluigi e Fausto: Pensiamo che a novembre saremo nuovamente "on the road". Dovremo andare in Francia e Svizzera con una band canadese (Dead Letter Department) e poi torneremo in Germania a inizio dell'anno prossimo.
Avete già nuovi brani pronti? A quando il primo vero album? Sarà ancora per Nh-N, no?
Edoardo e Pierluigi: Brani pronti ce ne sono, sia vecchi che nuovissimi. Per un album intero, cosa dirti? Dipende da tantissime cose, comprese le disponibilità economiche... Andare in studio comporta un po' di sacrifici, soprattutto quando non ci sono mamma e papà che ti finanziano. Per quanto riguarda l'etichetta... Perché non girate in forma confidenziale la domanda al boss Francesco (Nh-N)? Così ci svelerete quali sono i progetti segreti per il futuro di Nh-N Records, ahah...
Fausto: Adesso provoco il nostro boss, se ci girerà una parte della sua paghetta settimanale per pagarci le registrazioni, allora il nostro prossimo album sarà con Nh-N, eheh...
Credo che la band a cui il vostro "sound" si avvicini maggiormente siano i Propagandhi... Vi piacciono? E' possibile che siano una vostra influenza o è solo casuale la similitudine? Quali altre band pensate si avvicinino maggiormente alla musica che voi suonate?
Edoardo: E' una della mie band preferite e il loro concerto del 2002 al Forte Prenestino di Roma è forse stato il più bello che abbia mai visto. Con il tuo paragone però mi spiazzi! Sicuramente tutto ciò che si ascolta, direttamente o no, influenza ma poi, paragonando i nostri risultati alla musica dei Propagandhi, beh... Ne abbiamo di strada da fare!
Fausto: Concordo pienamente con Eddie, loro sono un gruppo stratosferico, noi siamo dei comuni mortali.
"A Product For The Youth Development" è stato lodato fino all'inverosimile. Avete pensato ad una ristampa?
Edoardo e Pierluigi: Ci stiamo pensando... Non sarebbe una cattiva idea. Addirittura ci sono ragazzi che cercano ancora il nostro ormai introvabile primo demo (3 pezzi dal lontano 1999). Pensa che neanche Pierluigi ce l'ha! Appena possibile potremmo stampare una mega raccolta di materiale che va dal 1999 al 2001 intitolata The Glory Years!
Avete avuto una sfilza di cambi di formazione sempre riguardanti il bassista (Emanuele se non sbaglio è il quarto)... Cos'è, un ruolo maledetto per i Coffee Shower? Credete che Emanuele possa essere veramente quello definitivo?
Edoardo: Sicuramente si! Ha l'arma vincente nel suo bagaglio cultural-musicale: trovate un vero punk rocker (ma uno di quelli veri, cresciuti a pane e Ramones) e non lo lascerete mai più!
Pierluigi: Emanuele ha rappresentato una svolta decisiva. Con i precedenti bassisti, c'era sempre qualcosa che non andava. Con Ema è diverso; dalla prima prova ho sentito dentro di me che lui era il bassista giusto!
Fausto: Comunque il suo vero nome è Joey! E' stato un tormentone del nostro primo tour coi Dependent e da allora Emanuele è Joey...
Ma Emanuele ha registrato i brani dello split o è entrato nella band solo dopo le incisioni ma prima del rilascio? Nella biografia del vostro sito sembra sia così... In realtà il basso in quelle canzoni è stato perciò suonato da Luca? E perché se n'è andato Luca?
Edoardo: I brani dello split sono stati registrati da Luca, l'incontro con Emanuele è di qualche mese successivo. Luca (per usare un termine calcistico) lo avevamo in prestito. Lui infatti è bassista della Gothic Metal band Spellcraft (www.spellcraft.it) e ci ha dato una mano a portare avanti le attività nel momento in cui ci siamo trovati, per la seconda volta, senza bassista.
Ora qualche domanda sulla vostra attitudine punk: major e MTV da una parte, punk dall'altra, o anche insieme?
Edoardo: Se le major e le TV musicali del cazzo non fossero dei veicoli di commercializzazione e massificazione non ci avresti logicamente fatto questa domanda. È quindi ovvio che da loro non può venirne fuori nulla che non sia già un prodotto di mercato, da consumare in fretta e da dimenticare subito. Personalmente non guardo neanche la televisione. Piuttosto, hai fatto caso che anche il TG2 è diventato un programma alla MTV-style?
Pierluigi: Allora, MTV non la vedo mai perché mi fa schifo. E non guardo mai la TV perché mi fa schifo tutto ciò che viene trasmesso; vedo solo qualche telegiornale o film particolare. Le major? Se ti lasciano fare ciò che vuoi senza cercare di influenzarti (del tutto improbabile), penso che siano un'occasione positiva per qualsiasi gruppo musicale.
Emanuele: Beh,visto che sono stato chiamato in causa... Eccomi qua! Il punk rock non è solamente un genere musicale, è anche uno stile di vita, un modo di relazionarsi con altre persone... Il problema è che spesso major e MTV non vogliono il punk rock per le loro logiche di mercato, se si aprissero di più sarebbe auspicabile del buon punk rock su major... Io credo in un certo trotzkismo musicale... Scardinare un ordine dall'interno di un sistema, una rivoluzione permanente e totale per intenderci!
Fausto: Io MTV invece la guardo eccome, tutti i giorni, ahahah... Ma la subisco passivamente come una specie di dazio che il mio cervello deve pagare al tubo catodico... Per quanto riguarda le major, direi che è un argomento sviscerato ormai da anni, devo confessare che non riesco ancora ad avere una posizione precisa, sono molto combattuto... Negli anni comunque sono diventato un po' cinico, cioè, credo che alla fin fine qualsiasi business, anche un piccolo business (quello di una indie intendo) sia comunque pur sempre prigioniero delle logiche di mercato, profitto, eccetera... Se cerchi a tutti i costi di evitare contatti e collaborazioni con tutti coloro che fanno "affari" con la musica, beh allora non avrei dovuto risparmiare i soldi per pagarmi una Gibson o comprare un paio di Vans, perciò ultimamente, quando leggo le varie critiche di puristi a gruppi che stimo e che decidono di varcare la soglia del mondo major, beh fra me e me dico: "fuck it!", l'importante è che non venga compromessa la libertà artistica e di opinione dei musicisti... A meno che non si tratti di una etichetta di proprietà della figlia di George Bush, eheh...
Cosa ti piace di più dell'ideologia punk e cosa ti dà fastidio?
Edoardo: A mio avviso il punk non è mai stato un'ideologia. Forse è il contrario, cioè, in paesi, molto diversi dalla Gran Bretagna e dagli U.S.A., il punk ha sentito il bisogno di trovare un'ideologia a cui rivolgersi, proprio per sganciarsi dalla "filosofia dell'autodistruzione" esaltata da Sex Pistols e compagni, e di porsi intelligentemente in termini molto più costruttivi e antagonisti. Questo è il punk che mi piace (o quello che mi piace del punk) e l'Italia ne ha alle spalle una lunga tradizione che tutto il mondo ci invidia. Gruppi come Paolino Paperino Band, CCCP, Negazione, Wretched, Digos Goat, Peggio Punx, Banda Bassotti, Bloody Riot, eccetera, eccetera. Prima di "fare" punk fanno politica, controinformazione, sono insomma espressione di una realtà sociale ben definita ed usano il punk come veicolo, come forma di comunicazione.
Pierluigi: Più che delle ideologie, parlo delle persone; non mi piace chi, dicendo di essere punk, se ne frega di tutto e di tutti e non ha rispetto per gli altri; essere punk, per me è pensare, non fregarsene di ciò che ci circonda, e soprattutto rispettare il prossimo!
Emanuele: Cosa mi dà più fastidio? L'apparenza: se non ti vesti in un certo modo o se non vivi in un certo modo nessuno ti crede che suoni in un gruppo punk rock! Cosa mi piace? Il pubblico che invade il palco durante il tuo ultimo pezzo... Fantastico!
Straight-edge o alcolizzato?
Edoardo: Pacifista libertario.
Pierluigi: Rcologista non violento.
Fausto: sono stato vegetariano e straight-edge per un paio d'anni, ora sono diciamo "middle-edge", non mi sconvolgo mai, con nessuna sostanza, così non aggravo il degrado inevitabile del mio cervello e del mio corpo, ma non rifiuto una birra con amici... Comunque Eddie è alcolizzato, eheheh...
Emanuele: Comunista amante del buon vino!
Punk politicizzato o demenziale?
Edoardo: Se politicizzato è meglio. Demenziale solo se davvero è in grado di farmi fare tante risate.
Pierluigi: Non penso debba essere per forza politicizzato, ma di sicuro non mi piace quello demenziale; i testi devono sempre esprimere qualcosa di concreto, e non descrivere cazzate adolescenziali! Quelle lasciamole ad Avril Lavigne.
Un punk è tale solo se ha piercing, tatuaggi ed è trasgressivo o lo può essere anche chi sembra un ragazzo "normale"?
Pierluigi e Edoardo: Come diceva un nostro vecchio amico, il punk è nella testa non nella cresta.
Fausto: Se non sbaglio i Propagandi non hanno nemmeno un tatuaggio... Beh, io comunque fino ad ora ho praticato altri tipi di torture a danno del mio corpo...
Qual è stato il gruppo o i gruppi con il quale/i quali ti sei avvicinato al punk?
Edoardo: CCCP, The Exploited, Ramones, The Clash...Nnon ricordo bene, è troppo ma troppo tempo fa!
Pierluigi: Bad Religion.
Fausto: Bad Religion e Clash molti anni prima... In mezzo a tanto hard-rock anni '70/'80 che ascoltavo da bimbo...
Emanuele: Sex Pistols.
Per finire, se volete fatevi una domanda che vi piacerebbe vi fosse fatta e rispondetevi...
Edoardo e Pierluigi: E' meglio fermarsi qui, siamo per natura portati ad essere dei chiacchieroni, potremmo diventare davvero fastidiosi!
Fausto: Ah Marzullo!!! Scherzo...
a cura di Giamma
|