|
Intervista ai Boy Sets Fire
E' da pochi mesi uscito il loro nuovo album, sono sempre in tour (e li abbiamo incontrati al Deconstruction), sono stati tra i primi (già a metà anni '90) a proporre un genere come lo screamo ora molto in voga, erano su Victory ed ora su una semi-major, la Wind-Up... hanno bisogno di poche
presentazioni i Boy Sets Fire, forse oggi il gruppo hardcore (seppure unito con altre influenze) più seguito. Abbiamo intervistato Matt Krupanski, il batterista.
Siete tornati al Deconstruction dopo due anni… significa che è molto divertente…
E' un grande tour.
C'è qualche gruppo che ti piace in particolare in questo tour?
E' la prima volta che sono riuscito a vedere i NOFX dal vivo, mi piacciono molto i loro concerti. Poi i Bouncing Souls sono un gruppo con il quale abbiamo suonato molto in passato perciò siamo felici che siano qui con noi… i Flogging Molly anche hanno fatto qualche show, veramente un bel gruppo.
Ti piacciono i Thrice?
Oh sì, anche i Thrice sono grandi.
Parliamo un po' di "Tomorrow Come Today". Sembra che in alcuni punti la vostra aggressività sia stata lasciata da parte… Questo può essere dovuto in parte anche alla vostra nuova etichetta?
Oh no no no no. L'etichetta non ha avuto niente a che vedere nel nostro modo di scrivere musica. Abbiamo scritto probabilmente una trentina di canzoni nel corso degli ultimi due anni, sia in tour che non, e volevamo un album che avesse più senso… penso che la maggiore differenza rispetto a "After The Eulogy" sia che in questo ci siano più parti cantate che urlate, c'erano più canzoni gridate in quell'album che in "Tomorrow Come Today". Credo che questa sia la maggiore differenza.
C'è una ragione particolare perché non ci sono i titoli nella copertina retro del CD? E' un po' scomodo ogni volta che si vuol vedere come si chiama una canzone, dovere tirare fuori il libretto e andarsela a cercare…
No, nessuna.
Come siete finiti su una major? E come mai l'avete preferita rispetto ad un'altra?
Avevamo un altro paio di etichette tra cui scegliere quando abbiamo lasciato la Victory. La Wind-Up Records negli Stati Uniti è un'etichetta indipendente, ma qui in Europa è affiliata con la Sony. Il contratto che abbiamo firmato con la Wind-Up è l'unico che abbiamo firmato, perciò non abbiamo alcuna relazione con la Sony.
Allora la Wind-Up non è una sottocasa della Sony?
La Sony non possiede alcuna azione della Wind-Up. E' indipendente al 100%, c'è un solo proprietario, con il quale parliamo spesso, viene ai nostri concerti… quindi è una casa indipendente, che ha la possibilità di agire come una major: ha un grande staff, molte risorse…
Non avete avuto paura di essere chiamati sell-out? Perché molti pensano che la Wind-Up faccia parte della Sony….
Siamo stati chiamati così fin dall'inizio, ogni volta che cambiavamo etichetta ci chiamavano sell-out… Molta gente la pensa così, ma noi abbiamo sempre continuato a fare quello che volevamo, scrivere la musica nel modo che volevamo, abbiamo continuato ad andare in tour per gran parte dell'anno. E abbiamo ancora il 100% del controllo sulle decisioni riguardanti il gruppo. Siamo rimasti sempre molto sul politico, e fedeli alle nostre idee che avevamo sin dal primo giorno di vita del gruppo, nove anni fa.
E poi adesso i vostri CD si trovano molto più facilmente…
Questa è stata proprio una delle ragioni per cui abbiamo firmato questo contratto. Vogliamo che più gente possibile ascolti la nostra musica.
Avete la possibilità di rilasciare lavori minori, come EP ad esempio, per altre case, o siete degli artisti esclusivi della Wind-Up?
Possiamo rilasciare altri lavori per altre etichette, ma abbiamo un contratto esclusivo con la Wind-Up nel senso che se ad esempio io creo un'altra band, loro hanno la prima possibilità di metterci sotto contratto.
Cosa sta succedendo alla Victory? Molti gruppi la stanno lasciando ultimamente… Ci sono stati problemi tra di voi?
C'erano molte cose che noi volevamo fare e loro no. Noi volevamo fare un video, fare parte di tour più importanti… loro non volevano pagare per questo. Perciò quando c'è una casa che non crede nel gruppo, non vuole fargli un'adeguata promozione per farlo crescere, nascono i problemi. E questa è una delle principali ragioni per cui abbiamo lasciato la Victory.
Ma adesso la Victory ha fatto anche un DVD di video…
Sì, al tempo già facevano dei video per alcuni degli altri gruppi, e adesso si vede che hanno cambiato linea… però bisogna contare che noi l'abbiamo lasciata un paio di anni fa e non sapevamo cosa sarebbe successo in futuro.
Voi davate sempre dei nomi ai vostri van, e loro regolarmente si rompevano. Lo fate ancora?
No, no adesso no, credo che porti sfortuna. Appena gli davamo il nome, loro si rompevano… Adesso crediamo di avere cose più importanti di cui preoccuparsi…
E adesso avete un tour bus…
Sì, anche quello aiuta… ma sai, siamo stati in tour cinque settimane negli Stati Uniti, e il bus si è rotto tre volte! Perciò anche se hai un tour bus, qualche volta merdate come queste succedono.
E poi non ha il nome…
Esatto, e poi è senza nome!
C'è un incidente che ti ricorderai per sempre?
Oh, una volta siamo rimasti a piedi nel deserto dell'Arizona, e siamo rimasti lì per due settimane. Orribile, un vero incubo. Ma fortunatamente non abbiamo mai avuto un incidente vero… Però noi passiamo metà dell'anno in tour e anche un po' ce le aspettiamo cose come queste, ma siamo molto attaccati alla band, e quindi sopportiamo…
Per quanto sarete in tour ancora?
Per sempre. Siamo in Europa fino al primo luglio, poi abbiamo un giorno a casa, e poi ripartiamo per un altro tour di quattro settimane negli Stati Uniti, poi staremo a casa una settimana, e poi di nuovo in Europa per tre settimane… poi ancora tour negli U.S.A. fino a fine anno, e poi nuovamente Europa in inverno. Siamo molto impegnati.
Sembra che vi piaccia l'Italia. Siete stati qui in dicembre, e siete di nuovo qui!
Oh, l'Italia è bellissima, mi piace la gente italiana, la cultura, è un bellissimo paese, con una grande storia. La gente è molto entusiasta, mai avuto nessun tipo di problema… è bello, è davvero un piacere suonare per la gente in Italia.
Vi abbiamo visto al Rock Planet, a Pinarella di Cervia in dicembre… ti ricordi qualcosa di quel concerto? Quello dove c'era il microfono che dava dei problemi…
Oh sì, sì. In dicembre abbiamo suonato tre concerti in Italia, e un paio sono stati davvero fantastici perché erano in locali molto grandi, ci saranno state 2.000 persone. Sfortunatamente lì a Pinarella ci sono stati dei problemi col microfono, ma sia noi che la gente credo ci siamo divertiti.
Ci vivete coi proventi dei Boy Sets Fire o dovete lavorare quando siete a casa?
I Boy Sets Fire sono il nostro lavoro. Con tutti i tour che facciamo, poi non avremmo proprio il tempo a casa di lavorare, nemmeno se volessimo… A casa ci sono le nostre famiglie, i figli, le nostre fidanzate e dobbiamo passare un po' di tempo anche con loro. Stare un po' a casa per noi è importante tanto quanto stare in tour. A volte è difficile bilanciare le due cose, ma le nostre famiglie ci aiutano e ci capiscono.
E poi siete piuttosto famosi, i Boy Sets Fire sono per voi un buon lavoro…
Esatto. E nonostante magari io manchi alla mia ragazza, lei capisce e mi aiuta.
Sull'EP "In Chrysalis" c'è una cover dei Dead Kennedys. Vi piacciono le vecchie punk band come loro?
Oh sì. I Clash sono il mio gruppo preferito tra quelli, tra i gruppi punk rock.
Ascolti reggae?
Un po'. Non lo ascolto molto, ma i Police sono uno dei miei gruppi preferiti…
Voi avete anche un mini-studio chiamato "Big House". Avete mai pensato di registrare lì i vostri lavori o farli registrare a qualche altro gruppo?
Effettivamente si trova nella nostra sala prove, è un piccolo studio. Lì registriamo i nostri demo: scriviamo canzoni, le registriamo, le ascoltiamo, le cambiamo… è molto utile, anche perché così non perdiamo tempo e non sprechiamo soldi pagando l'affitto di un altro studio.
Scrivete mentre siete in tour?
Un po' sì, ma è difficile. Non hai così tanto tempo quanto ti servirebbe per sederti e scrivere.
Però siete sempre in tour, quindi…
Eh sì, quindi lo dobbiamo fare per forza se vogliamo nuove canzoni…
E' un po' presto, ma quanto dovremo attendere per un nuovo album?
Oh, un nuovo album, non ne avete mai abbastanza! Dipende, perché se l'album ha successo, credo che usciranno un paio di singoli, un paio di video… quindi forse anche tre anni, ma speriamo in due dai.
E' nei vostri piani qualche altro tipo di rilascio: un EP, uno split…
Ma adesso non lo sappiamo ancora, ma forse qualche singolo, qualche EP… in Europa rilasceremo, non so se anche qui in Italia, ma sicuro la Sony tedesca e quella inglese pianificano di rilasciare un CD-DVD che conterrà probabilmente due o tre nostre performance live e qualcos'altro, ad un prezzo di circa 4 euro. Ma non so se anche in Italia, speriamo.
a cura di Giamma
|