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Intervista ai BeerBong

I BeerBong hanno da poche settimane rilasciato il loro terzo album, e primo per Wynona Records. Paolo, principale fautore dell'incredibile velocità di esecuzione della band essendone il batterista, ha risposto a qualche domanda per parlare del nuovo disco appunto, di tour, di piani futuri e anche del passato.

Maggio 2004

Finalmente è uscito il nuovo disco dei Beerbong "nuova versione"... Ma voi vi siete accorti di cambiamenti nel modo di scrivere e suonare musica con l'ingresso di Lorenzo e Federico al posto di Simone?
Beh, senza dubbio! Dall'entrata di Lorenzo e Federico il modo di scrivere i pezzi è cambiato totalmente, nel senso che quando c'era Simo i pezzi venivano creati quasi sempre da una linea in chitarra acustica e poi sviluppati successivamente da tutti in sala prove; adesso nascono direttamente in sala dalle ispirazioni di tutti e cinque. Loro due hanno portato nei BeerBong un nuovo modo di pensare e di scrivere le nuove songs.

Possiamo dire che questo album segna l'inizio di una nuova epoca per i Beerbong o non è che cambi poi così tanto senza Simone? Lui era piuttosto amato dal pubblico...
Sicuramente, continueremo per la nostra strada come abbiamo fatto per quasi 9 anni. L'uscita di Simo dal gruppo è stata drastica sia per noi che per il nostro pubblico, questo non significa però che Lorenzo non sia all'altezza del suo predecessore, anzi! Già dalla prima prova con lui ci siamo accorti che avremmo potuto continuare alla grande e sfornare canzoni nuove senza alcun problema, siamo soddisfattissimi di lui. Non voglio dimenticare Federico che a mio parere è un chitarrista bravissimo!

Non deve essere stato semplice per Lorenzo sostituirlo, anche se lo fa egregiamente... C'è stato qualche fan che magari non ha gradito che ha manifestato il suo disappunto?
Si, è normale e capibile! Non è un problema rilevante per noi anche perchè quando suoniamo pezzi di "Fast & Comfortable" o "Business Called Fun" dal vivo Lorenzo si adatta davvero benissimo.

Perché avete deciso di chiamare l'album col vostro nome? Ha un significato particolare questa scelta, o è solo perché non sapevate come chiamarlo?
Avevamo talmente tanti titoli per la testa che alla fine abbiamo deciso di chiamarlo semplicemente BeerBong e così... Tutti contenti eheh. A parte gli scherzi, è stata una decisione presa all'ultimo momento, volevamo un disco che dia un senso di rinascita in certi aspetti e un "self-titled" faceva proprio il caso nostro. Si riparte...

Adesso che state diventando famosi se così possiamo dire, avete qualche intenzione di fare risentire i brani dei vostri vecchi demo ("Banfi's Law" e "Crash") ed anche di "Fast & Comfortable" che è piuttosto introvabile? In una raccolta, una ristampa, ecc... Famosi? ahahah... Preferisco il termine popolari, ci sta più consono dai! Già nelle scalette live future abbiamo pensato di inserire brani risalenti anche al '96 riproponendoli in una chiave nuova, "Mental Emptiness" per esempio o "All of Me" tratta da "Fast & Comfortable".

Come vi siete trovati con l'Agitato? Ho letto in una vostra intervista che alla fine "Fast & Comfortable" non è praticamente uscito qui in Italia perché ci sono stati dei problemi... Ci spiegate bene la faccenda? Anche i Forty Winks avevano avuto problemi con la Agitato...
Inizialmente ci siamo trovati bene, poi con il passare degli anni la distribuzione è stata circa inesistente, da qui la decisione (anche se a malincuore per certi versi) di lasciare l'Agitato Records. Inizialmente Nicolò ci ha dato davvero una grossa mano.

Ma come fai ad ancora così veloce alla batteria? Credete esista nel punk qualcuno che suoni musica più "frenetica" di voi? A parte i vecchi Satanic Surfers forse nessuno vi si avvicina...
I pezzi nascono così, non ci sono tante spiegazioni, credimi; fino ad oggi ci è sempre venuto naturale creare musica a quella velocità.

Ad un certo punto, qualche anno fa, eravate più conosciuti in America che qui in Italia... Anche alla luce di questo, come reputate la scena italiana? Perché secondo voi ci facciamo scappare spesso questi grandi gruppi che sono costretti ad emigrare all'estero per trovare un'etichetta?
Ci siamo davvero sbattuti tanto in questi anni per trovare contatti e labels che ci producessero un disco, nel 1999 la Everybody Loves Records si è accorta di noi e ci ha creduto, come la Identity per il secondo, tutto qui. Riguardo la scena italiana penso che stia migliorando molto ultimamente. Siamo molto fieri di lavorare con etichette quali Wynona ed Ammonia, sono persone serie e molto in linea con le nostre idee.

Siete da poco tornati da un tour europeo. Come venite accolti all'estero? Differenze sostanziali rispetto all'Italia ce ne sono?
E' stata un'esperienza bellissima, un pò dura me ne è valsa davvero la pena. Sinceramente non ci aspettavamo un accoglienza del genere, sopratutto quando suoni a migliaia di chilometri dall'Italia e la gente conosce i tuoi pezzi e li canta assieme a te sul palco,

E poi, qualche anno fa, siete stati anche in Canada... Contate di tornarci, magari facendo un salto anche negli Stati Uniti?
Abbiamo fatto un tour in Canada nel 2001 tramite l'Identity Records, per adesso non abbiamo pianificato niente, spero se ne parli per un futuro.

Un po' di tempo fa pianificavate di andare anche in Giappone, poi non ci siete andati. E' ancora in programma un'escursione così importante?
L'anno scorso è uscita in Giappone una versione di "Fast & Comfortable" più "Business Called Fun" in un unico CD sotto la Bullion Records. Questo ci è servito d'apripista per il nuovo album prodotto sempre da loro e uscito da pochi giorni. Le vendite stanno andando bene, siamo arrivati a 2.500 copie in due settimane di uscita. E' in previsione un mini tour assieme ai Vanilla Sky in Giappone a settembre.



a cura di Giamma