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Provenienza:
Skinnskatteberg, Svezia

Anno di formazione:
1991
Anno di scioglimento:
2001


No Fun At All

Mikael “Micker” Danielsson, un ragazzo fanatico degli AC/DC di Skinnskatteberg, un paesino di 4.000 abitanti vicino a Fagersta, in Svezia, nell’estate del 1991 crea una band, formata, oltre da lui alla chitarra, da Henrik “Henka” Sunvisson al basso e da Jimmie “Jimpa” Ohlsson alla batteria, mentre il ruolo di cantante viene interpretato da tutti tre. Il nome del gruppo, No Fun At All, nasce dall’incrocio tra il titolo della canzone “No Fun” dei Sex Pistols, storica punk band, e dal nome di un gruppo hardcore newyorkese, i Sick Of It All. I No Fun At All presto registrano un primo demo, “Touchdown”, contenente dieci pezzi, che consente al gruppo di giungere alle orecchie di Peter Ahlqvist, che ha da poco dato vita ad una casa discografica, la Burning Heart Records, e che decide di assoldare la band. Il gruppo, in cui nel frattempo cantante principale è diventato Jimmie, registra così al Musikstugan Falun il minicd “Vision”, che viene rilasciato nel maggio del ’93 come terzo lavoro edito dalla Burning Heart, e viene prodotto in 1.000 copie che si esauriscono quasi immediatamente. Poco tempo dopo, sempre lo stesso anno, Jimmie decide di lasciare la band per concentrarsi maggiormente sull’altro suo gruppo, i Sober, ed i No Fun At All devono così trovare un sostituto sia per la batteria che per il cantato: arrivano così Kjell Ramstedt dietro le pelli ed Ingemar Jansson alla voce, mentre viene anche aggiunto un secondo chitarrista, Christer “Kricke” Johansson. Nel marzo del ’94 la band registra così allo Studio Underground di Västerås, sempre in Svezia, il suo primo full-length, portandosi in studio un album dei Pennywise per far capire che tipo di suono volevano che le chitarre avessero. L’album, “No Straight Angles”, esce edito dalla Burning Heart nel maggio del ’94 e, l’anno seguente, dalla Jimco in Giappone e dalla Theologian Records (con l’aiuto di Fletcher Dragge dei Pennywise) negli Stati Uniti. Nel febbraio del ’95 la band torna allo Studio Underground per registrare dei nuovi brani (tra cui anche alcune covers di band come Circle Jerks e Dead Kennedys), che vengono rilasciati in marzo dalla Burning Heart sottoforma di un EP intitolato “Stranded”. In luglio, quando “Vision” (che è stato ristampato) ha venduto ormai 8.000 copie e “No Straight Angles” le ha ormai superate, la band ritorna allo Studio Underground per registrare un nuovo album, “Out Of Bounds”, rilasciato, ancora dalla Burning Heart per l’Europa e dalla Theologian per gli U.S.A. (con copertine differenti), lo stesso anno, e accompagnato dal singolo e dal video di “In A Rhyme”, che riscuote un buon successo (nel singolo viene incluso anche un’inedito e due brani registrati dal vivo ad Avesta nel 1994). La band parte così per vari tour in Europa e negli Stati Uniti, e nel febbraio del ’97 registra allo Studio Abyss di Pärlby, sempre in Svezia, quattro covers (tra cui una dei Misfits) che vanno a formare un EP, “And Now For Something Completely Different”, rilasciato dalla Sidekicks Records lo stesso anno. In maggio registrano, sempre allo Studio Underground, un nuovo full-length, “The Big Knockover”, che esce nel settembre del ’97 edito dalla Burning Heart per l’Europa e, in seguito, dalla Theologian per gli U.S.A., mentre “Vision” continua a vendere bene (è arrivato ormai a 25.000 copie), confermando i No Fun At All come una delle più apprezzate punk band mondiali. Anche questa volta, il singolo di “Should Have Known” tratto da “The Big Knockover”, rilasciato per promuovere l’album, contiene degli inediti, due. I No Fun At All partono così per un tour mondiale, durante il quale la Burning Heart, nel ‘98, rilascia “EP’s Going Steady”, una raccolta dei brani di “Vision”, “Stranded”, “And Now For Something Completely Different” e di pezzi rilasciati come b-sides di singoli o inclusi in delle compilations. Ma i No Fun At All, non riuscendo più a divertirsi come facevano prima, decidono che il tour in Australia di fine ’98 con 59 Times The Pain, Bouncing Souls e Down By Law sarebbe stato l’ultimo. Questa esperienza si rivela però così piacevole e divertente che il gruppo pensa stia commettendo un errore a sciogliersi: ma Henrik, dicendo che sono anni che non si diverte a suonare, decide, dopo un’incontro con gli altri membri, di lasciare ugualmente il gruppo, iniziando a fare il taxista a Västerås. La band lo sostituisce inserendo alla chitarra Stefan Neuman (ex membro dei Tribulation, storica band trash metal svedese) e facendo passare Mikael al basso. Nel maggio del ’99 la Burning Heart rilascia un live contenente sei brani, “Live In Tokyo”, registrato al Club Quattro di Tokyo, in Giappone, nel maggio dell’anno precedente. Intanto Stefan ha un figlio, ma questo non impedisce alla band di entrare allo Studio Underground per registrare, nell’ottobre e novembre del ’99, un nuovo full-length, “State Of Flow”, che esce sempre per la Burning Heart nell’aprile del 2000. Nel frattempo però Kjell rimane ferito alle gambe in un incidente d’auto, e la band deve suonare per qualche mese con un altro batterista, Anders Pietsch. Nell’ottobre del 2001 la band decide però di sciogliersi (dopo avere venduto un totale di circa 250.000 copie dei loro album), salvo suonare nel gennaio del 2002 un ultimo show di addio a Fagersta, con tutti gli ex componenti. Nel novembre dello stesso anno esce inoltre un greatest hits della band, “Master Celebrations” (il cui nome deriva da “Master Celebrator”, una delle più famose canzoni del gruppo), comprensivo di due nuovi brani.